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Suore scuola Cagliari: misericordia sì, ma prima viene il cliente

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA -Suore, mandano avanti una scuola privata, anzi parificata, a Cagliari. Precipitano loro malgrado in piena cronaca nazionale perché salta fuori che nella loro scuola due alunni da poco arrivati, due profughi orfani, due neri soprattutto hanno visto, diciamo così, la gentilezza e cortesia di riservare un bagno a loro e solo a loro nell’edificio scolastico.

E’ successo, spiegano le suore, non certo per input delle suore stesse. Sono stati genitori, non tutti ma neanche pochi, a fare pressione sulle suore. Pressioni perché “facessero qualcosa”. Qualcosa contro il rischio malattie” che ovviamente i neri portano. Qualcosa, si apprenderà scavando appena un po’, per sedare l’ansia dei genitori. Ansia per i bagni in comune tra i loro pargoli e i neri “untori” e ansia perché “quei de non si sa che età abbiano davvero, sembrano più grandi…”. Insomma l’ansia genitoriale che il nero, già uomo, possa insidiare la fanciulla bianca da bagni contigui.

Le suore ascoltano le rimostranze, gli appelli, le ansie e le ire dei bravi genitori. Genitori che lamentano non sia stato loro chiesto il permesso preventivo per accogliere a scuola i due neri. Genitori che esigono sia fatta “qualcosa” altrimenti trasferiranno i loro figli altrove. Le suore ascoltano e “qualcosa”fanno.

Sentite la suora in capo rispondere alla domanda sui bagni separati per neri e bianchi: “La scuola, l’edificio ha tanti bagni…si saranno organizzati da soli”. Non ce la fa la suora responsabile della scuola a negare e neanche ce la fa ad ammettere. Ammettere l’acclarato, l’evidente. Sotto la pressione dei bravi cristiani genitori la scuola delle suore ha pensato che i bagni separati tra bianchi e neri potevano essere una “pezza”, una toppa, un colpo al cerchio e uno alla botte, un modo per sedare, attutire.

Le suore sono per vocazione e natura pacifiche ed ecumeniche, avranno creduto di portare pace a scuola e tra i bravi cristiani genitori furenti con il varo non ufficiale dei bagni separati tra bianchi e neri. Avranno pensato: così teniamo i due profughi e orfani e teniamo anche quei genitori e rispettivi figli per cui il nero infetta e insidia. Avranno pensato di fare anche così opera misericordiosa.

Perché il Giubileo in corso è ancora quello della misericordia, il Papa alla misericordia e accoglienza invita ogni giorno, la missione e ragion stessa della Chiesa cattolica sta nell’amare ogni tipo di prossimo come fosse te stesso. Misericordia sì dunque avranno penato le suore. Però con solo la misericordia qui si perdono genitori e alunni avranno anche fatto di conto. E quindi misericordia sì ma senza perdere il cliente. Quei genitori della scuola privata sono clienti, hanno quindi i loro diritti, “qualcosa” gli va dato. In fondo che male fanno due bagni invece di uno?