Alessandro Camilli

Terremoto set, Pirozzi: “Di Maio si fa giro promozione negli hotel”

Terremoto set, Pirozzi: "Di Maio si fa giro promozione negli hotel"

Terremoto set, Pirozzi: “Di Maio si fa giro promozione negli hotel” (nella foto Ansa, Pirozzi con la fascia tricolore)

ROMA – Terremoto, ormai un set, un palcoscenico, la “location” di molte rappresentazioni, la coreografia perfetta e utilizzata per lo show. Danno spettacolo in tanti, ognuno ha il suo copione da proporre, la sua parte da interpretare.

Le televisioni, soprattutto quelle del pomeriggio (perfino Rete4 ha mollato per qualche puntata l’eterno sceneggiato dai campi rom in cui si narra come lo straniero scuro ci invade, deruba, ammala, inquina e…nessuno fa niente!), mettono in onda lo sceneggiato: “Si potevano salvare tutti? Di chi è la colpa?”. E via fantasiose quanto improbabili rivelazioni, ricostruzioni, esperti. Il senso dello sceneggiato è chiaro: tirarla in lungo in audience e impegnare tutti in studio e all’ascolto nel gioco: caccia e trova un colpevole, uno qualsiasi.

Giornalisti, molti, allestiscono il romanzo a puntate detto il “Grande ritardo”. Si va dal mezzo anti neve che partì in ritardo (i mezzi anti neve meritano spesso “approfondimenti” a parte, ora ne sono spuntati due funzionanti e immobili, ma solo sui social network) alla ricostruzione che tarda. Tarda rispetto a cosa? Tarda a prescindere.

Purtroppo anche qualche familiare di chi ci ha lasciato la vita, reso letteralmente folle da dolore, ripete ad ogni occasione che può, preferibilmente in pubblico, la scena “li avete uccisi voi”. Umanamente merita compassione. E’ un uomo  ferito come difficile immaginare, un uomo cui non si può chiedere logica e ragione. Ma allora perché se ne fa una fonte di denuncia?

Diligentemente interpretano la loro parte i sindaci e gli amministratori locali che sono gli ospiti fissi di radio, televisioni e quotidiani. E che per dovere della parte appunto devono essere sempre sospettosi verso l’autorità centrale, lo Stato e sempre in procinto di protestare, togliersi la fascia tricolore, marciare…

La parte dei buoni è consensualmente assegnata ai Vigili del fuoco (meno a quelli della Protezione Civile) e comunque ai soccorritori in divisa. La parte dei cattivi? Qui c’è l’imbarazzo della scelta. Di solito è: cittadini contro politici. E/o politici d’opposizione contro governo “bugiardo”. O politici di governo contro politici d’opposizione “sciacalli”.

Un guizzo, uno scatto nella classifica dei politici attori sul set del terremoto lo ha fatto di recente Matteo Salvini andando tra macerie innevate e poi, per farlo sapere e vedere, andando in tv con i dopo sci. Quando si dice la multimedialità: dal teatro alla televisione, dalla sceneggiata alla recita. Un vero attore, certo il set del terremoto aiuta.

Altro politico, altro attore, almeno secondo il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Pirozzi ha avuto la reazione che potrebbe avere un cittadino su un’autostrada dove tutti son bloccati, c’è stato un incidente e arriva una troupe della televisione che chiede spazio, precedenza e invita a farsi da parte che deve lavorare. Pirozzi ha, come si dice dalla sue parti, “sbottato” contro le riprese in corso di un’altra fiction, quella del politico “che va e sta tra la gente”, in questo caso i terremotati.

Primo attore di questa fiction ha detto Pirozzi e Luigi Di Maio, M5S, vice presidente della Camera. Dice il sindaco di Amatrice: “Si fa un giro negli alberghi sulla costa a chiedere cosa serve, ma è stato qui un mese fa e glielo abbiamo detto cosa serviva e lui aveva detto ok…”. Pirozzi si sente preso in giro o meglio tocca con mano la finalità del “politico tra la gente” che è solo e soltanto farsi vedere lì.

Di Maio va a raccontare ai terremotati la favola improbabile che se glielo dicono a lui lui fa mettere nel decreto…Ovviamente non sta né in cielo né in terra, il decreto Di Maio se voleva metterci mano sta in Parlamento da settimane e Di Maio non aveva bisogno di saper nulla dal suo giro promozionale negli alberghi. Pirozzi lo sa e si sente preso in giro. E lo dice di sentirsi preso in giro. E rompe un tabù abbastanza osservato, quello secondo cui non si può dire che quelli di M5S fanno come gli altri, come tutti. Di maio accusa il colpo e imbarazzato se la cava con un “ci sarà stato un equivoco”.

No, nessun equivoco. E’ tutto chiaro e netto: il terremoto è ora una quinta teatrale, una scenografia cinematografica, un set giornalistico e politico. Vi recitano ogni giorno attori, caratteristi, generici, comparse. Di Maio è figura non secondaria del cast. Cast in cui compare, di cui fa parte anche lui con parte di primo piano anche Pirozzi sindaco di Amatrice.

To Top