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Unioni civili: milioni eterosessuali “comparse” nel film gay

La foto di di Alessandro Camilli

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ROMA – Unioni civili sì, ma per chi? Per quante (migliaia, decine di migliaia?) coppie di fatto omosessuali giustamente attendono una legge che riconosca valore legale e civile alla loro unione, ci sono centinaia di migliaia e milioni di coppie di fatto eterosessuali che vivono la stessa condizione di semi clandestinità civile. Milioni di coppie di fatto uomo-donna/donna-uomo che non si sono sposati né in chiesa né in Comune e che quindi sono l’un l’altro nulla dal punto di vista parentale. Almeno secondo la legge. Non sono nulla in un ospedale, in un affitto, in una eredità, nella responsabilità civile verso la prole dell’altro/a.

Centinaia di migliaia di sicuro, forse milioni di coppie di fatto eterosessuali che aspettano una legge civile che li porti fuori della clandestinità. Centinaia di migliaia, forse milioni a fronte di migliaia, al massimo decine di migliaia di coppie di fatto gay. Eppure i più, le coppie di fatto eterosessuali, attendono di fatto in silenzio, dietro le quinte, fuori dal fascio dei riflettori. Nessuno “se le fila” né nei dibattiti in televisione e neanche in quelli in Parlamento. Sia nella legge redatta da Monica Cirinnà, quella per cui si battono in piazza i movimenti di Italia svegliati, sia nella piazza opposta del Family Day i protagonisti sono i gay.

Pro o contro i matrimoni gay, pro o contro l’adozione da parte di un gay di un figliastro (questa è di fatto la traduzione di stepchild adotion), pro o contro i diritti o le pretese dei gay…E gli eterosessuali che vivono in coppie di fatto? Comparse, solo comparse in un film gay.

Va così perché agli italiani, alla pubblica opinione italiana, piace da tempo schierarsi e reciprocamente opporsi. Fare questo piace molto molto più che sapere e verificare di che si tratta. E quindi quello gay è terreno perfetto su cui litigare e indignarsi da “opposti valori”.

Va così perché la politica è praticamente tutta e sola propaganda e sceneggiata e quindi “difensori della famiglia” contro le tenebre del male o difensori dei diritti umani contro il medioevo…

Va così perché l’informazione parla il linguaggio della politica e non della realtà.

Va così perché la giusta questione dei diritti dei gay è gestita da una lobby gay che di fatto impone un suo politicamente corretto che rende le coppie di fatto eterosessuali comparse.

Va così perché è pieno di gente e di politici che fingono di opporsi a matrimonio e adozione gay e in realtà si oppongono all’omosessualità e alla diversità e quindi hanno tutto l’interesse a dimenticare le coppie di fatto eterosessuali.

E non va bene perché è forte il rischio che un boicottaggio della legge in funzione anti gay o una forzatura nella legge in funzione pro gay portino la legge stessa a naufragare o impantanarsi. L’interesse generale, l’interesse di milioni di coppie di fatto, tra cui la netta minoranza di coppie gay, vorrebbe finalmente una legge. Una legge e non due contrapposte crociate/sceneggiate su matrimoni e adozioni.