Alessandro Camilli

“Vesuvio lavali col fuoco!”. Il Nord odia Napoli?

"Vesuvio lavali col fuoco!". Il Nord odia Napoli?

“Vesuvio lavali col fuoco!”. Il Nord odia Napoli? (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Vesuvio lavali col fuoco è il coretto amichevole e gentile che sempre accompagna le trasferte della squadra Napoli calcio in tutti gli stadi italiani sopra la linea del Volturno (e talvolta anche sotto e a lato, vedi Cagliari e Palermo). Se ne sente di peggio dalle curve e tribune altrui quando gioca il Napoli. Di peggio addirittura di “Vesuvio lavali col fuoco”. D’altra parte ai tempi sui piloni dei cavalcavia delle autostrade in Veneto era facile e usuale leggere l’invocazione “Forza Etna!”. E in Veneto, Lombardia, Piemonte, ovunque al Nord quando arriva il Napoli calcio l’augurio di morte ed estinzione, il grido che vuole i napoletani sub umani che meno ce ne sono meglio è, gioiosamente risuona.

E’ solo acrimonia e volgarità da stadio? Vesuvio lavali col fuoco lo cantano e lo pensano solo gli ultras o comunque i tifosi e fuori dagli stadi nessuno si sognerebbe di pensarlo davvero? “Scappano i cani, sono arrivati i napoletani, non vi siete mai lavati…” è una composizione solo e soltanto di stadi d’animo da curva? Roba da stadio, da calcio e nulla più?

Aurelio De Laurentis, forse il meno intellettualmente titolato a farlo data l’acclarata e rivendicata non sobrietà di pensieri e parole (“mi vengono i tre secondi…ma al quarto già mi calmo e mi passa” parole sue), è andato nelle televisioni addette al calcio a formulare al concreta ipotesi, anzi esperienza, che non sia solo calcio, che ci sia anche odio. Odio distillato e antico che nel calcio viene imbottigliato e consumato. Odio contro il Napoli e contro Napoli.

Ovviamente le tv addette al calcio hanno replicato con ovvietà tanto sontuose quanto ricolme di nulla. Tranne un po’ di imbarazzo mescolato però al compiacimento per la “nuova polemica” là dove di cosiddette polemiche alla fin fine si campa. Se voleva dire qualcosa di serio De Laurentiis non doveva dirlo lì.

E comunque, qualunque cosa abbia davvero voluto dire, l’ha detto sbagliando bersaglio e mostrando mira corta: “I giornali del Nord ci odiano”. I giornali? Ma quando mai. Ha lasciato supporre che i “giornali del Nord” inventino rigori a sfavore del Napoli calcio, boicottino calcio mercato del Napoli, destabilizzino panchine e spogliatoio azzurri…Roba corta, miserie e pure sostanzialmente non vere.

C’è dell’altro però di vero: l’opinione pubblica, non poca, gran parte dei cittadini, abitanti e residenti del Nord quando sentono “lavali col fuoco” sorridono con un pizzico di complicità. I giornali, mica solo nelle cronache sportive, riflettono questo che è qualcosa di più e di diverso dal campanilismo calcistico e anche dal cosiddetto “tifo contro”. E’ sistematica e condivisa disistima, disprezzo che sente il bisogno di diventare pubblica denigrazione. Chi canta “Vesuvio lavali col fuoco” allo stadio gode di benevola indulgenza in salotto o un ufficio o in azienda dal Volturno in su.

Nord odia Napoli? Forse no. E poi come si fa a dire questo basandosi sulle guerre da e di stadio? Forse no, forse odio è troppo. Ma certo al Nord ci si dà un gran da fare per far sembrare che sia così.

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