Antonio Buttazzo

Cuba, sinistra al potere, non entri senza biglietto di ritorno ma Lorenzo Mambrini, allenatore…

Cuba, sinistra al potere, non entri senza biglietto di ritorno ma Lorenzo Mambrini, allenatore...
Cuba, sinistra al potere, non entri senza biglietto di ritorno ma Lorenzo Mambrini, allenatore...

Cuba, sinistra al potere, non entri senza biglietto di ritorno ma Lorenzo Mambrini, allenatore…

Da qualche tempo, su indicazione degli uffici della immigrazione cubana, per imbarcarsi su un volo diretto a l’Avana è necessario mostrare il biglietto di ritorno dall’isola.

Era quello che pochi anni fa, in piena crisi economica, succedeva a spagnoli e portoghesi in procinto di volare verso Rio de Janeiro o Luanda o Bogotà.

Le ex colonie sudamericane ed africane dei paesi della penisola iberica, avevano (ed hanno) tassi di crescita e di occupazione che Spagna e Portogallo potevano a quel tempo solo sognarsi.

Quei Paesi rappresentavano dunque una opportunità di lavoro (facilitata dalla lingua e dalle comuni radici culturali) per i giovani spagnoli e portoghesi.

Ma d’altronde è altrettanto vero che i Paesi in via di sviluppo, pur avendo bisogno di impieghi qualificati, avevano comunque la necessità di limitare e regolamentare gli ingressi e soprattutto le permanenze irregolari dei lavoratori presso le loro imprese.

Le recenti aperture economiche di Cuba hanno sortito l’effetto di attirare verso quel Paese parecchi giovani (e meno giovani) italiani.

Questi, o godendo di una piccola rendita oppure offrendo servizi di qualità molto apprezzati a Cuba – quali la ristorazione o l’hotellerie- mediante l’impiego di piccoli capitali ritengono sia possibile dare una svolta alla propria vita.

Non che sia tutto facile.

La burocrazia cubana è feroce e sconta decenni di arretratezza e inefficienza tecnologica che mette a dura prova le capacità imprenditoriali degli stranieri.

Tuttavia, la bellezza del posto, una vita più semplice e rilassata e le opportunità che comunque pure esistono in un Paese che timidamente ma decisamente si affaccia al libero mercato, sono una grande attrattiva soprattutto per la generazione “1000 euro” in rapida ed inarrestabile crescita in Italia.

Ciò ha indotto la immigracion cubana a limitare gli afflussi non turistici sull’isola, inasprendo il regime dei permessi di residenza permanente oggi non facilmente rilasciati neanche per motivi familiari.

Diversa e per certi versi singolare è invece l’esperienza di Lorenzo Mambrini che a Santiago di Cuba è riuscito in una impresa che la “ciudad rebelde”, patria di Fidel e Raoul Castro e culla della rivoluzione, aspettava da più di un secolo.

Vincere, alla guida della locale squadra, il campionato di calcio dell’isola dopo anni di predominio delle città della provincia occidentale dell’isola.

Santiago, la capitale del Caribe, centro geografico di tutto l’arcipelago e capitale culturale del Paese, è famosa nel mondo per tante cose.

La musica anzitutto, qui sono nate il son e la trova generi in seguito divenuti famosi in tutto il mondo.

E poi per lo sport, molti campioni spesso emigrati in tutto il mondo (lo stesso campione italiano di pallavolo Juantorena è originario di Santiago), sono nati nella “provincia oriental”.

Ma è appunto famosa per la pratica di altri sport e non per il football, primi tra tutti la boxe, l’atletica e soprattutto il baseball, in cui la rivalità con los habaneros è leggendaria (per inciso, mi capitò di assistere ad un incontro tra le due squadre e pur non capendo le regole astruse di quello sport, ricordo fu una esperienza straordinaria per la correttezza e l’allegria con cui si affrontavano le squadre e la tifoseria).

Il calcio invece non ha mai goduto dei fasti sportivi dell’isola ed è per questo che il “mister” Mambrini è assurto agli onori delle cronache sportive non solo cubane.

Il giovane umbro emigrato ai caraibi è ora in predicato per diventare il CT della nazionale di un Paese che eccelle nello sport, attraverso il quale ha orgogliosamente rivendicato la propria autonomia e diversità soprattutto dal vicino gigante nordamericano che negli anni non ha mai smesso di agitare sotto il naso degli atleti cubani i bigliettoni verdi americani per spingerli ad emigrare verso lo sport professionistico statunitense.

Lorenzo Mambrini ha dimostrato che le conoscenze tecniche calcistiche, applicate coscienziosamente, permettono risultati straordinari in poco tempo, anche in uno sport poco praticato.

E c’è da giurarci, a lui l’ufficio immigrazione cubano non chiederà di mostrare il biglietto di ritorno per l’Italia.

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