Antonio Buttazzo

Intercettazioni, il trojan invaderà la nostra vita, pensateci prima che sia troppo tardi

Intercettazioni, il trojan invaderà la nostra vita, pensateci prima che sia troppo tardi

Intercettazioni, il trojan invaderà la nostra vita, pensateci prima che sia troppo tardi

La riforma penale appena approvata, prevede anche una delega al Governo affinché entro un anno adotti i decreti legislativi necessari per la riforma della disciplina in materia di intercettazioni di comunicazioni o conversazioni tra presenti.

Tra i criteri direttivi a cui deve uniformarsi l’ Esecutivo, vi è quello di disciplinare la materia regolando il modo mediante il quale è possibile procedere alle intercettazioni attraverso la immissione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili.

Si tratta dei cosiddetti Trojan, malware capace di introdursi in qualsiasi sistema informatico al fine di raccogliere informazioni.

La delega impone che la installazione risponda a quanto deve in ogni caso prevedere il Giudice nel decreto autorizzativo.

Questi è obbligato a tenere conti dei limiti dettati dalla legge e dalla Costituzione in materia di “segretezza di ogni forma di comunicazione (art.15)”.

Tuttavia è proprio lo strumento che di per sé, nella sua applicazione, apre degli scenari del tutto inconsueti.

Il Trojan Horse, cioà Cavallo di Troja, infatti, ha delle potenzialità infinite, non si limita alla captazione di voci ma permette una intromissione totale nella vita dell’indagato.

Sostanzialmente, rischia di tradursi in una perquisizione virtuale ma senza le garanzie difensive che la legge accorda al perquisito.

Un altro passo verso lo svuotamento dei diritti della difesa, su cui bisognerà riflettere bene adesso, non quando sarà troppo tardi e queste norme verranno definite “liberticide” perché hanno interessato qualche indagato eccellente.

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