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Papa Francesco sorride, il ricco lancia hambuger: è Manila..

Reportage da Manila, Filippine, dove Padre Pio è più famoso di Giorgio Armani e di San Giovanni Rotondo possono dirti anche chi è il vice sindaco e dove il divario fra ricchi e poveri fa paura

La foto di di Antonio Buttazzo

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MANILA – Manila, Filippine, l’unico Paese al mondo fuori Italia dove Padre Pio è più famoso di Giorgio Armani e gli abitanti anche se  non sanno dove si trova Firenze, di San Giovanni Rotondo possono dirti anche chi è il vice sindaco.
L’unico paese al mondo dove i piatti indicati sul menù del ristorante hanno i nomi dei Vescovi delle mille diocesi esistenti, tutto documentato, non si adombrino i credenti.
L’unico Paese al mondo dove , montato sul taxi, le possibilità di sorbirti “radio veritas 846″, la locale Radio Maria per tutto il percorso sono altissime.
L’unico Paese al mondo dove la squadra di basket si chiama “cardinals”, i cardinali.
Il solo paese al mondo dove una delle lingue ufficiali, lo spagnolo, non è parlata affatto, nonostante la toponomastica sia rigorosamente in castigliano.
E’difficile comprendere le Filippine se non si riflette sul ruolo che storicamente e culturalmente ha avuto il cattolicesimo in questo Paese, anche perché è l’unico nel sud est asiatico ad aver abbracciato la fede di Roma.
Le ascendenze spagnole, hanno avuto il loro peso, il nome stesso del Paese deriva da Filippo II di Spagna, fervente cattolico e strenuo difensore della ortodossia con cui governò oltre che il suo Paese, anche tutte le colonie.
Malesi, Indiani, Cinesi, che sino al XVI secolo avevano abitato queste 7.000 isole, furono  dominati dagli spagnoli che aggiunsero per i successivi 2 secoli ed oltre, questo Paese alle loro dominazioni.
Il lascito cattolico è quindi a tutt’oggi fortissimo, basti pensare che una delle lobby più potenti del Paese e’ quella…degli ex Boy Scout.
Dei 16 distretti di cui è composta Manila, Makati è il più importante, la sede del business disctrit, uno dei più importanti dell’Asia, una moderna città nella città che quasi fa dimenticare l’estrema povertà da cui è circondata.
La distanza tra i ricchi ed i poveri è incredibile.
Pochi Paesi hanno un differenziale così evidente e stridente tra i pochi ricchissimi ed i tanti miserabili che vivono per le strade di questa megalopoli.
Non e’raro incontrare chi gioca a golf protetto da mura e dietro di queste scorgere gli accampamenti di migliaia di senza tetto.
Roba che neanche 40 anni fa in America Latina.
Da un lato i giovani rampolli che studiano in costosissimi college cattolici intitolati a Santi ed illuminati preti che hanno praticamente creato ed ancora gestiscono l’istruzione nelle Filippine, dall’altro il disastroso stato sociale, privo praticamente di un sistema sanitario pubblico, un business gestito quasi esclusivamente dagli ospedali privati cattolici, tanto per cambiare.
Per la strada bande di ragazzini sciamano strafatti di colla arrivando aggressivamente ai confini dei quartieri bene, enclave esclusivamente per ricchi dove il costo della vita è pari a quello di New York.
Entrarvi per loro èpraticamente impossibile, persino i taxi che si avvicinano agli alberghi o alle residenze di lusso vengono ispezionati minuziosamente dalla polizia privata e molto armata che utilizza anche cani anti esplosivo.
La paura degli attentati e’alta infatti, nonostante la minoranza islamica in armi, combatta solo all’estremo sud dell’arcipelago, sull’isola di Mindanao, dove non sono infrequenti i sequestri di persona ad opera dei guerriglieri legati ad Al Qaeda che così finanziano la loro attività terroristica.
Le vestigia coloniali sono praticamente tutte ricomprese nella cittadella fortificata, intramuros, dove sono conservate le poche chiese ed i pochi palazzi sopravvissuti agli attacchi dei pirati cinesi, ai frequenti uragani ed ai terremoti , che da secoli ciclicamente deliziano questa città.
Distrutti e ricostruiti a più riprese oltre le chiese , anche il fortino e buona parte della “murallada”, in una nemesi tragica e quasi divertente non fosse per gli alti costi subiti in termini di vite umane.
Appena 70 anni fa poi il colpo di grazia lo ha dato il secondo conflitto mondiale.
Nel Pacifico, come è noto, si sono strenuamente fronteggiati americani e giapponesi e vai a capire chi ha fatto più danni alle Filippine con i bombardamenti continuati per anni.
Restano seppure ricostruite, discretamente conservati il convento di Sant’Agostino e la cattedrale di Manila con la sua Porta Santa oggi spalancata , al cui interno praticamente a getto continuo si celebrano messe per placare l’ansia religiosa dei Filippini che pretendono la loro parte di indulgenza, promessa anche a loro dal Giubileo della Misericordia.
Finita la funzione e lucrato il perdono misericordioso, i ricchi salgono sui loro fuoristrada con i vetri oscurati e mentre ritornano nei loro esclusivi quartieri, lanciano dall’autovettura hamburger e cioccolata ai bambini agli angoli delle strade. Un Marchese del Grillo versione XXI secolo.
Cosa da non credere se non lo avessi visto personalmente.
Comunque, nelle chiese, dopo la recente visita qui compiuta, è affisso un accattivante manifesto di Papa Francesco sorridente e con un telefono in mano.
L’immagine sembra suggerire uno squillo imminente ai fedeli parrocchiani.
Forse sarà  il caso che Sua Santità la faccia quella telefonata.