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Trattativa rito millenario, Via della Seta, Samarcanda…

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TASHKENT – Trattativa rito millenario, Via della Seta, Buchara, Samarcanda…Samarcanda non è poi così lontana da Tashkent. Non serviva un profeta, è bastato un cantante per quanto bravo come Roberto Vecchioni, per prevedere che la più bella città dell’ Asia centrale si sarebbe potuta raggiungere da Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, in poco più di 2 ore di treno grazie alla alta velocità che un consorzio di imprese spagnole ha realizzato per poter raggiungere rapidamente la città di Amir Temur, meglio noto come Tamerlano.
In Uzbekistan si viene soprattutto per visitare le splendide città attraversate della Via della Seta, sulle cui strade, è bene ricordarlo, non viaggiavano solo merci e persone ma idee e cultura.
Occorre però chiarire che non esiste solo “la Via della Seta”, poiché, sin dalla antichità, dalla Cina fino a Roma, come in seguito anche verso Venezia, Turchia, Egitto, viaggiavano soprattutto pietre preziose, spezie, pregiati manufatti, per un mercato che vedeva crescere la domanda di beni di lusso sconosciuti in occidente.
Il segreto della produzione della seta fu svelato abbastanza presto in occidente, pare che già Giustiniano ne fosse venuto al corrente grazie a monaci provenienti dalla Cina, anche se una produzione autonoma, capace di soddisfare adeguatamente una richiesta interna a quel tempo stentò a decollare.
La Via della Seta dunque, più che descrivere un percorso geografico ne tratteggia uno culturale di sicuro più complesso ed affascinante, una straordinaria esperienza umana ancora oggi indimenticabile.
Questo scambio si è poi sviluppato attraverso diversi tragitti che mutavano nel corso dei secoli secondo le condizioni politiche che definivano i confini degli Stati attraversati.
Confini invero assai mutevoli, come è facile immaginare, vista l’instabilità politica dell’area dominata da continui conflitti tra persiani, turchi, mongoli, cinesi e soprattutto tra i numerosi signorotti e satrapi locali sempre in guerra tra di loro.
Oltre ad una Via della Seta terrestre, che raggiungeva l’Ovest dal nord e dal sud della Cina, esisteva anche una Via della Seta marittima, che percorreva la Cina dai mari del nord a quelli del sud estendendosi poi per le coste dell’Asia fino all’Africa e poi all’Europa.
Città come Samarcanda o Buchara nascono dalla intuizione vincente dei mercanti che avevano compreso che non valeva la pena di percorrere tanti chilometri per andare verso ovest e poi tornare in oriente, quando potevano incontrarsi con i mercanti dell’Occidente nel mezzo del cammino, evitando tutto il lungo ritorno.
Alla metà del percorso vi erano proprio città come Samarcanda e Buchara, che dai traffici trassero giovamento e ricchezza grazie anche alle capacità politiche e diplomatiche di Tamerlano, un uomo capace di unire ad una straordinaria capacità militare una visione geopolitica globale che gli è sopravvissuta, facendo di Samarcanda una delle città più importanti del mondo per almeno 4 secoli.
Samarcanda appare subito consapevole del suo ruolo di regina dell Asia centrale.
La statua di Tamerlano, posta di fronte al suo mausoleo, introduce alla visita della città, che è piuttosto estesa e popolata, circa 500.000 i suoi abitanti.
A Samarcanda lavoravano i più grandi urbanisti del tempo, sorprendenti le loro trovate architettoniche ispirate alla fusione tra il pensiero islamico e la estetica del tempo.
Sempre fronteggianti, Moschee e Madrasse, scuole coraniche dove non si studiava solo il Corano, si alternano intramezzate da splendidi edifici ed ampie piazze destinate ai caravan serragli dove i mercanti riposavano e custodivano le loro merci.
Lasciata Samarcanda, dopo 300 km di deserto e diversi posti di blocco (una ossessione quella degli Uzbeki per la sicurezza) si giunge a Buxoro, Buchara, altro importante punto di incontro tra i mercanti d’oriente e quelli di occidente.
La città è molto più sobria e meno appariscente di Samarcanda.
Dove lì risaltavano l’azzurro cobalto ed i motivi floreali ispirati alla natura, a Buxoro si predilige il color ocra.
Gli edifici, più piccoli, sono maggiormente funzionali ai fini commerciali cui in gran parte erano destinati.
La vocazione più squisitamente mercantile, è ancora oggi testimoniata dalla fama dei suoi tappeti.
E di quella di chi li vende.
Assistere ad una trattativa tra mercante e comparatore può essere divertente ed allo steso tempo estenuante.
Si alternano infatti momenti di preoccupante aggressività a fasi di divertita condiscendenza, pur intuendo immediatamente che il tutto è parte di un gioco antico, una specie di commedia dove ognuno sa quale ruolo recitare.
Un teatrino a tratti delizioso ma a volte anche noioso, in scena del resto in buona parte del mondo.
La fortezza che sovrasta l’antico sito di Buchara è ancora oggi sede del governo cittadino e rispetto a Samarcanda la città sembra più vissuta dai suoi abitanti.
Ristoranti e botteghe si susseguono alternate a caravan serragli e mirabili moschee – quella di Mogaki Attari è  la più antica dell’ Asia centrale – senza che vi sia una effettiva soluzione di continuità.
Come Samarcanda, che fu addirittura riedificata in un altro sito, anche Buchara ha subito l’invasione mongola di Gengis Khan, che l’aveva completamente distrutta.
Ricostruita da Tamerlano nel XIV secolo, è ancora oggi molto ben conservata.
Il centro storico reca testimonianze delle diverse culture che hanno animato Buchara, dai Sufi, i mistici islamici, ai mercanti ebrei unici autorizzati alle transazioni in moneta visti i divieti coranici, dai sapienti greci ai missionari cristiani che in gran numero corsero a portare la parola di Cristo fino all’estremo oriente, tornando spesso più ricchi di sapienza matematica, filosofica, astronomica in cui eccellevano in Oriente più che in Occidente.
Col tempo, tutti infatti hanno lasciato tracce del loro passaggio sulla Via della Seta.
Comprenderne il significato vuol dire scorgere lo sforzo dell’uomo al dialogo e all’incontro.
Che non è poco.