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Atac, sindacato difende dipendente ladra. Come Alfasud…

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini e Business, con il titolo “Rubi? Il sindacato ti difende”.

L’ultimo caso sembra che sia quello di una dipendente dell’Atac di Roma, che si sarebbe intascata l’incasso di una biglietteria. Scoperta, dovrebbe restituire i soldi e, forse, essere licenziata. Per ora è stata sospesa dalla retribuzione. Ma la novità, se si vuole chiamarla novità, è che in sua difesa sono subito scesi in campo i sindacati. E questo, in minima parte, si potrebbe anche capire: compito dei sindacati è difendere i lavoratori, anche quando sbagliano, e non certo dare loro addosso.

In questi casi, però, la difesa deve essere molto morbida. Altrimenti, se il sindacato si mette a difendere anche i dipendenti che rubano, si mette dalla parte del torto e perde di credibilità.

Ma all’Atac di Roma, a quanto pare, l’intreccio fra dipendenti e sindacalisti è molto stretto: molti infatti sono parenti. In più c’è il sospetto che, di fatto, a comandare, almeno per quanto riguarda il personale, siano i sindacati più che l’azienda.

Non sarebbe, questa, una novità per l’Italia. Nelle ferrovie hanno sempre contato moltissimo i sindacati (Cgil), nelle poste idem (ma qui era la Cisl). Alla Rai è sempre stato difficile fare carriera se non eri in buoni rapporti con l’Usigrai, cioè il sindacato dei dipendenti. E così via.

Ma il caso più clamoroso, e storico, rimane quello dell’Alfasud. Uno stabilimento in cui si registravano a volte assenze anche superiori al 50 per cento delle maestranze. Vuoi perché andavano tutti a fare lo scrutatore alle elezioni, vuoi perché c’erano improvvise epidemie in occasione di partite di calcio o altro.

Per anni e anni il sindacato ha coperto tutto questo, con il risultato di contribuire a mandare a rotoli l’Alfa Romeo, che di fatto non esiste più, se non come marchio. Lo stabilimento dell’Alfasud qualche anno fa doveva essere chiuso per scarsa produttività e alla fine il disastro è stato evitato grazie a un accordo ragionevole fra i sindacati metalmeccanici della Cisl e della Uil con l’azienda.

E da allora esiste una minor copertura sindacale per le assenze dei lavoratori. Anzi, le assenze sono rientrate nella norma.

Questo insegna che quando un sindacato ha troppo potere in azienda, e lo usa per distribuire privilegi agli amici o per coprire atti sbagliati, le cose non funzionano.

In parole ancora più chiare: un sindacato che difende ladri e assenteisti, o che sceglie chi deve far carriera in azienda, è un sindacato che ha già perso. Prima o poi la distorsione provocata da questi comportamenti emergerà nei conti dell’azienda e allora a saltare saranno posti di lavoro. O addirittura aziende.