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Beppe Grillo e i consigli degli “amici” che non vuol ascoltare. Ecco perché ha ragione lui

Beppe Grillo e i consigli degli "amici" che non vuol ascoltare. Ecco perché ha ragione lui

Beppe Grillo e i consigli degli “amici” che non vuol ascoltare. Ecco perché ha ragione lui

ROMA – Il flop dei Cinque Stelle alle elezioni amministrative dell’11 giugno, scatena gli amici di Beppe Grillo. Tutti pronti a dispensare consigli che il comico ligure non vuole ascoltare. Per Giuseppe Turani in un certo senso “ha ragione lui”.

In questo editoriale, apparso anche sul blog Uomini & Business, spiega perché:

Il miglior capo archivista di cui disponga l’Italia, e cioè Marco Travaglio, fa un elenco dei modi per suicidarsi, riferito al suo amico Beppe Grillo. Cita le storie accadute in varie città: da Parma a Taranto, passando per Genova e Palermo. E il suggerimento è evidente: non si fa così, non si decide d’autorità e non si lascia mano libera alle consorterie locali (che ci sono anche nei 5 stelle). Altri amici di Grillo danno altri consigli: elaborare cultura di governo, migliore classe dirigente, essere un po’ più seri.

Tutti questi amici (di Beppe Grillo) in sostanza vorrebbero dei 5 stelle come non sono. Magari addirittura capaci di fare alleanze con altri.

Naturalmente sbagliano. Il Movimento 5 stelle è quello che è, se fosse una cosa diversa, non sarebbe. E’ un movimento di pura protesta, rappresentato da un comico e gestito da una S.r.l, dove nessuno ha mai fatto politica e dove, quasi certamente, nessuno ha idea di che cosa siano la politica, la costruzione di una classe dirigente, la gestione di qualcosa (un comune, lo Stato).

Non sanno niente e nemmeno gli importa sapere. Vale per tutti la solenne affermazione di Grillo: lo Stato deve accompagnarti dalla nascita alla tomba con un reddito. Dove troviamo i soldi? Non lo so, li troveremo.

Gente così, che fino a ieri ha fatto la battaglia contro i vaccini (che ancora prosegue) e che adesso se la piglia con gli alimenti. Che ha rotto le scatole all’intero mondo perché ogni volta che uno va al cesso deve tenere la ricevuta (loro poi te la chiedono). Gente così non è riformabile o trasformabile in altro.

In un certo senso, mentre gli amici caritatevoli chiedono loro di migliorarsi, non capiscono che i 5 stelle hanno già raggiungo il loro livello di incompetenza di Peter: non possono andare più su.

Ad esempio, chiunque abbia un po’ di sale in zucca sa che il reddito di cittadinanza è una bestialità, un non-senso, una stronzata, via. Ma loro insistono, tenacemente. Tutti ridono, ma loro vanno avanti: è il centro del loro cosiddetto programma. Perché?

La risposta è ovvia. E’ il sogno che offrono a migliaia di sfortunati, è la scorciatoia per il paradiso. E’ il marketing (l’unica cosa che sanno alla Casaleggio).

Quindi, in un certo senso, ha ragione Grillo e hanno torto quelli che gli vogliono dare consigli: lui questo sa fare, il casino, il Vaffa, la polemica sulle pensioni dei deputati o gli scontrini del sindaco di Tortona. E’ il loro livello.

I più sinceri dicono che da quando è morto Gianroberto Casaleggio al movimento manca un vero leader di dignitosa statura intellettuale. Ma dimenticano il cumulo di cretinate che la buonanima, da vivo, ha detto e consegnato ai posteri: chiusura delle macellerie, tutti vegani, mettere i corrotti in gabbie lungo le autostrade, ma anche chiusura delle fabbriche di auto, si va a piedi o al massimo (alla domenica) in bicicletta. Tutto il resto (compreso forse il turismo) si fa sulla magica rete.

Il difetto, come si diceva una volta, sta proprio nel manico. I 5 stelle nascono da un rifiuto profondo di tutto ciò che noi siamo e sono per il ritorno a una vita miserabile (780 euro al mese, il reddito di cittadinanza sognato) e piena di stenti. Qualcosa a metà fra la Bulgaria anni Cinquanta e una qualunque tribù dell’epoca silvo-pastorale.

La loro ideologia è questa, non altra.

Gente così non può cambiare. Non possono diventare un  partito che seleziona una classe dirigente e che fa programmi che tengano conto delle compatibilità. Loro se ne sbattono del bilancio pubblico, del debito pubblico e forse anche della necessità di trovare un lavoro ai disoccupati (tanto gli danno i 780 euro di reddito).

Quindi è inutile spremersi le meningi (Annunziata e Mentana) per insegnare a questi come si fa un partito. Loro sono una setta millenarista. Che naviga fra una cosa improponibile e l’altra: un reddito per tutti (pagato non si sa da chi) e guerra al mondo moderno, dalle medicine alle automobili.

C’è un solo consiglio che si può dare loro: estinguetevi in fretta.

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