Blitz quotidiano
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Bianca Berlinguer leader anti Renzi. Sinistra da 10 per cento

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo su “Uomini & Business” con il titolo “L’estremo oltraggio”.

Questa è la dichiarazione di Gianni Cuperlo, rilasciata alla “Stampa” di oggi (11 agosto, ndr).

«Lei è una donna che gode di una popolarità e di una forza che parlano a un mondo ampio della sinistra, più ampio della nostra parte. L’ultima vicenda tra l’altro le ha consegnato un ruolo che forse lei neanche cercava o voleva. Ma al di là di Bianca, se si evoca la possibilità di un Papa straniero significa che noi abbiamo un problema di autorevolezza che dovrebbe farci seriamente riflettere. Come mai siamo ancora sospesi tra la classe dirigente rottamata da Renzi e il vuoto di personalità nuove? Non siamo stati troppo disobbedienti ma semmai poco eretici. E questo ha impedito a nuovi leader di imporsi: Renzi la sua svolta l’ha fatta, noi ancora no. Chiunque si candiderà dovrà allargare il nostro campo. E questa discussione sul Papa o sulla Papessa stranieri ci dice anche qualcosa sui peccati che non abbiamo avuto il coraggio di compiere».

In una dozzina di righe si possono rilevare almeno tre questioni di una certa ingenuità.

1- Si ammette di non avere, da parte della minoranza dem, una leadership spendibile. E infatti comandano in 26 e sono più in disaccordo che in accordo. Il giovane Speranza, messo sul trono da Bersani, viene qui prontamente scalzato da Cuperlo: carriera già finita, quindi. Ma, destini di Speranza a parte (mi auguro che abbia un mestiere, perché in politica lo vedo male) come pensa di fare politica la minoranza dem se non ha nemmeno un leader?

2- Lo stesso Cuperlo, in queste poche righe, lascia intendere che trasformare Bianca Berlinguer nella loro leader potrebbe anche essere un’idea. Non ha mai fatto politica, non risulta che sia stata eletta da qualche parte. Unico suo pregio: la popolarità televisiva, che ne fa un personaggio. Personaggio che risalta in mezzo alle mezze figure della minoranza dem. I cultori della sinistra di popolo, della tradizione comunista, i custodi dei sacri valori della  ”ditta” sono pronti a piegarsi alle più scadenti leggi del mercato: la popolarità televisiva. Hanno provato con qualche cantante?

3- Ma lei si chiama Berlinguer, è figlia dell’amato segretario. Il suo nome ha un valore nella tradizione di sinistra. Questo, e chiedo scusa prima, è l’estremo oltraggio a questa donna. Poiché nessuno vi fila, siete pronti a tirarla fuori dalla tv e a lanciarla in politica. Solo perché ha un po’ di fan e perché si chiama Berlinguer di cognome? Inoltre, questa mossa lascia capire che ancora non avete riflettuto sul vostro passato e sulla vostra storia. Il nome di Berlinguer è amato e rispettato, ma se fate politica, dovreste anche sapere che la sua è la storia di un immenso fallimento: è stato uno degli ultimi a pensare che esistesse un comunismo dal volto umano. Non aveva capito che quell’esperienza era conclusa, morta e sepolta. E che il futuro stava in un riformismo democratico, in una rottura completa con la storia precedente.

In sostanza, siete pronti a usare come bandiera una signora che è popolare perché è apparsa in tv e perché porta un cognome che voi immaginate popolare e di grande valore mentre rappresenta, dal punto di vista storico e politico, un vicolo cieco della sinistra italiana, uno dei tanti, per la verità.

Allora, non vi manca solo un leader, vi manca un’idea politica. Vi manca tutto quello che serve per fare il mestiere che fate, cioè appunto la politica.