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Borse giù per speculazione, ci sarà una nuova recessione?

Borse in altalena, mosse dalla speculazione. Secondo Giuseppe Turani non ci sarà però una nuova recessione: la economia mondiale va bene.

Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business col titolo “Mercati sull’ottovolante”.

E’ cominciata la stagione, che sarà molto lunga, dell’incertezza finanziaria. Gli eventuali rialzi di Borsa non dovranno creare illusioni e i ribassi, altrettanto probabili, non dovranno generare panico. Per ora abbiamo visto gli spaventosi crolli dei listini partiti dall’Asia. Fra qualche giorno, probabilmente, vedremo i rimbalzi.

Ma perché di colpo i mercati finanziari di tutto il mondo sono diventati instabili, nervosi, imprevedibili?

Le ragioni sono almeno tre:

1- Il conflitto Arabia Saudita-Iran. Il Medioriente non è mai stato una zona tranquilla, ma adesso siamo a livelli molto alti di tensione. Si sta incendiando, cioè, un luogo che è il più grande deposito di petrolio del mondo e anche di soldi. Ovvio che le Borse siano preoccupate.

2- Ma non basta, a complicare le cose ci si è messo anche il dittatore nordcoreano,  che afferma di aver fatto esplodere una bomba all’idrogeno. La notizia è probabilmente falsa, ma da giorni non si parla d’altro. L’aspetto buffo della vicenda è che la Nord Corea è una specie di finto Stato. Senza gli aiuti economici della Cina crollerebbe in un pomeriggio. La gente vive in grande povertà perché gran parte delle poche che risorse sono impiegate per lo sviluppo di inutili (e molto costose) armi nucleari. Però, ancora una volta, il mondo è in allarme.

3- Infine c’è la situazione cinese. Dopo essere stata per anni una tigre economica, con tassi di sviluppo annuali di oltre il 10 per cento, la Cina è entrata in crisi (probabilmente proprio per aver corso troppo) e si ha la sensazione (sbagliata, forse)  che le autorità cinesi non sappiano gestire il passaggio dallo sfrenato boom di ieri alla più moderata crescita oggi. La verità è che non si tratta di un’impresa semplice. Stanno comprando i loro stessi titoli come governo, ne  bloccano la vendita, creando crolli continui e una grande confusione, al punto da dover chiudere la Borsa in anticipo per evitare il peggio. C’è da sperare che tutto vada a posto abbastanza rapidamente, ma non è detto.

Su questi tre fattori di crisi si è innestata la speculazione di Borsa. Tutti i mercati stavano sui loro massimi, e alle “mani forti” è sembrato il momento giusto per sbattere giù i listini e ricomprare tutto fra qualche settimana a meno. E guadagnare una montagna di soldi.

Da questa crisi finanziaria può partire una crisi economica come abbiamo appena attraversato? Penso di no. L’America va bene, l’Europa anche, l’Asia cresce meno, ma sempre il doppio o il triplo del resto del mondo. Inoltre, le banche  centrali dovrebbero aver imparato a gestire crisi del genere.

In sostanza, il mondo va avanti come prima, anche se c’è una frenata. L’unica differenza è che chi ha messo soldi in Borsa deve rassegnarsi a stare un po’ sull’ottovolante.


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