Blitz quotidiano
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Odiano Renzi, sognano catastrofi e rivolte ma se lo spread è a quota 122 il mondo vero non la pensa così

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche sul sito Uomini & Business, con il titolo “Ma quando esplode l’Italia?

Conosco gente che predice catastrofi da tre decenni. E un paio di volte, quindi, hanno anche avuto ragione. Ma bisogna imparare a stare con i  piedi per terra. Adesso, ad esempio, c’è  una corrente di pensiero e di gente pronta a giurare che tutto va male, malissimo. In realtà, se lo augurano perché ai loro occhi questa appare l’unica strada per liberarsi di Renzi. Non sanno che cosa metterci dopo, se non beppecrillo, ma l’odio è così alto che insistono.

E quindi ci si aggrappa a quello che c’è. Oggi ci si aggrappa alla produzione industriale di giugno, domani non so a che cosa.

E, naturalmente, sullo sfondo c’è sempre il tracollo del sistema bancario.

In realtà, tutte queste manifestazioni di pessimismo potrebbero essere respinte con una semplice osservazione: basta andare a vedere quanto vale lo spread. In questo momento fa 122. All’epoca della grande crisi  (cambio Berlusconi-Monti) si era arrivarti vicino a 600 e anche di recente siamo stati sopra i 200. Adesso siamo a 122: questo significa che i mercati hanno più fiducia nell’Italia di quanto non ne avessero qualche mese fa.

E i mercati, a differenza degli economisti del clic, giocano soldi, moltissimi soldi, sulle loro credenze e analisi. Possono anche sbagliare, certo, ma in questo momento sono portati a credere che ce la caveremo, che non salterà per aria il sistema bancario e che a fine anno registreremo una piccola crescita (intorno all’1 per cento).

Le ultime previsioni dicono che quest’anno nell’insieme la produzione industriale salirà dell’1 per cento e anche il Pil. Niente di eccezionale, ma anche niente di tragico. Per quelli che aspettano ansiosamente l’esplosione dell’Italia c’è ancora tempo quindi.