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Draghi come La Malfa: Ecco i golpisti della Ue

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo su “Uomini & Business” con il titolo “I nemici dell’Europa”.

Quando ho letto il discorso di Draghi, mi è subito venuto in mente qualcosa di simile: un’intemerata del ministro Ugo la Malfa contro quelli che lui chiamò “i golpisti della Borsa”: Sindona, Calvi, Pesenti, Anna Bonomi. Adesso, abbiamo i golpisti dell’euro? E si tratta per caso dei soliti tedeschi? Oppure si riferiva alle cattive banche d’affari internazionali? Oppure, ultima ipotesi suggerita da amica spiritosa, si tratta di Darth Vader, il cattivo di “Guerre Stellari”?

Probabilmente, niente di tutto questo. Draghi ha fatto un discorso “alto”, rivolto alla classe politica europea. In sostanza ha detto che lui sta facendo tutto il possibile, ma che non si riesce a far crescere l’inflazione. Il che ci lascia sempre vicini al pericolo di una recessione. Recessione che potrebbe anche durare a lungo. Ci sono forze che spingono in questa direzione, ha detto.

Quali forze? Certo, tedeschi e finanza internazionale del tutto innocenti non sono, Ma c’è molto di peggio. Là fuori, c’è un mondo che cambia. Mentre qui, dentro il Vecchio Continente, non si cambia.

Tutto si sta muovendo a grande velocità. Il mondo del petrolio, ad esempio, da quando l’America ha raggiunto l’autosufficienza, non è più quello di una volta. E anche lo scenario geo-politico è mutato. La Cina sta facendo passi da gigante. Nuove tecnologie stanno avanzando: Google è diventata la società più valutata al mondo. Per anni quello era stato il posto  della General Motors e poi della Toyota. Oggi9 invece ci sono i ragazzi quarantenni della Silicon Valley. L’economia che non si misura a chilogrammi si sta allargando. E altre cose sono in cantiere: informatica ancora più spinta, auto che si guidano da sole, biotecnologie, energie rinnovabili.

E’ come se poco a poco entrassimo in un nuovo pianeta, con regole diverse. Regole che impongono competitività e velocità di cambiamenti.

Qui, invece, siamo fermi a vecchi dibattiti: se convenga o no stampare un altro miliardo di euro, chi deve pagare per gli immigrati, ecc.

Quello che sta accadendo è che il mondo, nel suo essere sempre diverso, ci sta spingendo ai margini, in una sorta di limbo con poche speranze. Le forze che stanno cospirando contro l’Europa sono queste: le novità.

Solo la politica, una buona politica, può farvi fronte. Non i torchi della Banca centrale di Draghi.