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Draghi senza di lui dove saremmo? Ma stampare euro non basta

MILANO – Mario Draghi ha salvato euro e Europa, ma tempo ne è rimasto molto poco prima della catastrofe, se i politici continueranno a perdersi in liti quasi condominiali. Draghi, spiega Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche da Uomini & Business,

pur essendo banchiere al 100 per cento, sa che non basta stampare soldi, bisogna stampare cose, idee. Prima di tutto.

Molti hanno preso l’abitudine di chiamarlo San Draghi perché hanno constatato che, se non ci fosse lui, forse non ci saremmo più nemmeno noi. E un po’ è così. Altri lo vorrebbero ovunque: al Quirinale, a palazzo Chigi, a tutti i ministeri. Lui, per la verità, sta al suo posto e non sembra abbia tanta voglia di spostarsi.

Ma perché siamo tutti pieni di ammirazione per questo banchiere? Per almeno due buoni motivi. In primo luogo, fino al suo arrivo la Banca centrale europea era stata una cosa molto semplice: una specie di cane da guardia tedesco nei confronti dell’Europa. Doveva vigilare, in sostanza, perché  non accadesse niente.

Quando ha preso in mano le redini Draghi le cose sono cambiate e ci ha fatto entrare in un altro mondo. Sfidando le ire della Banca centrale tedesca, una specie di covo dei superfalchi europei, ha impostato una politica espansiva in varie tappe. Il sospetto è che, sotto sotto, Draghi avesse trattato le sue aperture con la signora Angela Merkel, assai più europeista della sua stessa Banca centrale. Quindi bravo banchiere, ma anche bravissimo diplomatico.

Ma Draghi è riuscito a fare quello che aveva in testa? Ci sono montagne di volumi di specialisti che dicono di no. Ma solo perché si ostinano a non capire che la Bce non è la Federal Reserve americana. In realtà, Draghi ha avuto un grande successo: è riuscito a impedire che tutto crollasse al suolo, lasciando dietro di sé solo macerie. E si può essere ancora più espliciti: quel poco che ancora abbiamo di costruzione europea (e di euro) si deve a lui. Alle sue abili mosse e alla sua credibilità.

Ma, oltre a tenere assieme una casa europea già mezzo scoperchiata dai divergenti interessi, Mario Draghi ha fatto qualcosa di ancora più grande: ha continuato a ripetere ai politici di non farsi illusioni. Lui non può fare l’Europa, devono proprio farla loro. Stampando euro e distribuendoli in giro, può solo guadagnare del tempo. Lo ripete spesso: io compro tempo per voi.

 


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