Blitz quotidiano
powered by aruba

Equitalia, Renzi la scioglie: al suo funerale nemmeno il prete

Equitalia, Matteo Renzi la scioglie, è la fine di un tiranno, sentenzia Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business: implacabile con i deboli, comprensiva con i forti, se si tenesse il suo funerale non ci andrebbe nessuno, nemmeno il prete.

 Equitalia, la società per azioni incaricata di riscuotere le imposte, chiude i battenti e quasi nessuno piange. La ragione è molto semplice: è stata un esattore molto severo, spesso ai limiti del sadismo e spesso ha terrorizzato i contribuenti con l’emissione di “cartelle pazze”, di cartelle esattoriali, cioè, con importi manicomiali. E spesso accusata di essere stata tenera con i grandi evasori e assai meno con i piccoli e i piccolissimi. Accusa esatta e che ha una sua spiegazione: il grosso evasore ha i mezzi per difendersi, squadre di commercialisti, e tirargli fuori dei soldi comportava per Equitalia un duro lavoro, spesso senza risultati concreti.

Il piccolo evasore (o presunto tale) era invece una vittima quasi consenziente: bastava spaventarlo un po’ (con la prospettiva di multe clamorose) e pagava all’istante.

Adesso, dopo dieci anni di vita tutto sommato ingloriosa, viene chiusa. Un po’ perché ormai la sua distruzione era diventata una richiesta ossessiva dell’opposizione (soprattutto grillina): e questa richiesta andava disinnescata per non lasciare più a lungo un’arma nelle mani delle opposizioni.

Ma c’è di più. Il governo, come sin sa, è alla ricerca di soldi e quindi ha approfittato della chiusura di Equitalia per tirare su un po’ di denaro. Dentro la società sembra che ci siano una cinquantina di miliardi di imposte non riscosse e incagliate (ricorsi e liti giudiziarie).

E allora il governo ha annunciato che su questi denari verranno abbuonate le multe, a patto che la gente paghi. Si stima di poter raccogliere 4-5 miliardi all’anno in questo modo.

E qui sono già scattate le polemiche. Le opposizioni sostengono che si tratti di un condono mascherato in un paese in cui tutti avevano giurato che non si sarebbero mai più fatti condoni.

Il premier ribatte che si tratta di instaurare un nuovo rapporto fra i cittadini e il fisco, meno oppressivo e più leale.

La polemica, come accade sempre in Italia, andrà avanti a lungo. In realtà, è evidente che sono vere entrambe le versioni. Il governo ha bisogno di soldi e dentro a Equitalia c’è un tesoretto molto consistente: per arrivarci rapidamente bisognava offrire qualcosa ai contribuenti: via le multe allora.

D’altra parte è anche vero che questo governo, come qualsiasi governo, deve cercare di stabilire rapporti più cordiali con i suoi cittadini. Cosa impossibile se ci si affida, per riscuotere le imposte, a un’organizzazione privata che pensa solo ai propri interessi.

Insomma, se si facesse un funerale vero e proprio, dietro la bara di Equitalia non ci sarebbe nessuno. Forse neanche un prete.