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Fed: rialzi dopo novembre? Tre ragioni per pensare così

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business con il titolo “Fed/ Rialzi dopo novembre?”:

Domani riunione del Fomc della Federal Reserve americana che dovrebbe decidere sul rialzo dei tassi americani. Ma è assai probabile che tutto venga nuovamente rinviato a data da destinarsi. Una buona scusa per prendere tempo c’è. A fine agosto a Jackson Hole, nel Wyoming, si tiene l’abituale summit al quale partecipano tutti i banchieri centrali del mondo, più uomini della finanza e ministri del Tesoro.

In quella sede è ovvio che si parlerà, e molto, anche dei tassi americani. Quindi conviene aspettare e vedere che aria tira.

E’ però probabile che nemmeno a settembre si abbia il rialzo dei tassi americani. E le ragioni sono almeno tre.

1- L’economia americana si trova in una fase abbastanza positiva e quindi sarebbe cosa saggia non infastidire gli operatori con il rialzo dei tassi troppo presto.

2- I mercati si stanno comportando molto bene (non ci sono boom esagerati o bolle in formazione) e quindi, ancora una volta, forse è meglio scegliere di non infastidire i mercati.

3- Infine, c’è una ragione politica. A novembre si vota per la presidenza e la lotta è serrata fra Donald Trump e Hillary Clinton. Il primo dipinge un’America sull’orlo del collasso, la seconda ha un’immagine assai più positiva. Allora, la Yellen, che è anche una sincera democratica, potrebbe valutare l’ipotesi di rinviare ogni intervento sul costo del denaro negli Stati Uniti a dopo le elezioni di novembre, quando tutti i giochi politici saranno stati fatti  e nessuno potrà accusare la Federal Reserve di aver voluto giocare un ruolo nella competizione elettorale che deciderà chi deve guidare l’America nei prossimi quattro anni.