Fedora Quattrocchi

Terremoti, da un Ddl al Senato dubbi su come si spendono i fondi per la ricerca

Terremoti, da un Ddl al Senato dubbi su come si spendono i fondi per la ricerca

Terremoti, da un Ddl al Senato dubbi su come si spendono i fondi per la ricerca

Una Disegno di Legge in Commissione  Territorio e Ambiente al Senato fa nascere una domanda: perché spendere 60 milioni di euro per ridondante cartografia geologica e inutile micro-zonazione sismica e non usare tali fondi per adeguare subito le case nelle zone pericolose?

Chi lo ha proposto come firmatario probabilmente ancora lo deve discutere a pieno, perché molti nomi apposti son di persone intelligenti di sigle politiche diverse, perché non si spiegano queste 8 pagine in bozza.

Non si spiega nemmeno che in Disegni di Legge come questi ci si scordi di supportare la sana ricerca in Enti pubblici esplicitamente dedicati alla geologia/geofisica, certamente in grandi difficoltà, anche di leadership, in questi anni. Anni caratterizzati – di fatto quasi dappertutto in Italia – da terremoti, alluvioni, frane, siccità, inquinamento delle falde, stoccaggi di gas mancanti, mancanza di suolo.

Si tratta del Disegno di Legge numero 2734, dal titolo: “Misure urgenti per il completamento della cartografia geologica d’Italia e della micro-zonazione sismica su tutto il territorio nazionale”. Meglio sarebbe saper spiegare al cittadino come distinguere il monitorare dall’aggiustare. Aggiustare ovviamente, raramente, quel che si è rilevato a rischio monitorando!

Ma le pressioni a favore dei monitoraggi legati allo slogan “micro-zonazione sismica” sono fortissime e presenti in tutti i meandri della pubblica amministrazione: si pensi che in Commissione Grandi Rischi e nel Consiglio Scientifico di un grande ente di ricerca pubblico vi è ancora chi – pur detenendo cariche pubbliche così importanti, gestisce un’attività privata di vendita di strumenti sismologici, proprio guarda caso per la micro-zonazione sismica.

Che siano proprio costoro che consigliano ai senatori firmatari della bozza in questione che vuol dedicare ben 22 milioni di euro al ridondante rifacimento della Carta Geologica Italiana ADESSO, a fronte di ben più urgenti spese di remediation da rivolgere, ORA, dove è più probabile l’accadimento di un forte terremoto A BREVE? Che siano sempre proprio costoro che consigliano agli sventurati senatori firmatari della bozza di dedicare ben 44 milioni di euro del 2016 “non spesi” per all’inutile attività di micro-zonazione sismica in aree edificate storiche, a fronte di ben più urgenti spese di “remediation”? L’ardita ciliegina è che nel Disegno di Legge di fatto si chiede che ogni anno in finanziaria vi sia questo “fondo”!

Ma cosa è veramente la micro-zonazione sismica? Sostanzialmente è uno studio che, considerando ad esempio un comune italiano, lo divide in zone specifiche di risposta sismica locale, a seconda del tipo di sedimenti/rocce che sono in prossimità o sotto un edificio. In tal modo si dice al cittadino in sostanza: caro Sig. Bianchi, la tua casa è meno a rischio di quella del Sig. Rossi, che abita ad un isolato da casa tua, quindi lei la ristruttura a spese sue mentre lui no, avrà i sussidi pubblici.

Questo tipo di studio ha finora “diviso” i cittadini, anche di quartieri limitrofi ove, come un deus ex machina, il micro-zonatore di turno – spesso dotato di propria ditta privata – deve interagire con la popolazione e con i politici locali per trovare la quadra politicamente accettabile all’inutile mappatura.

È del tutto evidente infatti che la micro-zonazione, per come è oggi intesa, risulti un’operazione sempre costosa e sostanzialmente del tutto inutile per il costruito esistente. Le procedure post-micro-zonazione, in un centro storico sull’appennino italiano, infatti, possono soltanto portare a sperequazioni e differenziazioni in termini di sussidi pubblici alla messa in sicurezza ma NON alla messa in sicurezza vera e propria. Ben più importante è l’analisi del comportamento terreno-struttura, attraverso la quale gli ingegneri geotecnici analizza no direttamente l’interazione fondamentale tra sottosuolo e fondazione dell’edificio, poiché è proprio tale interazione (e non il suolo in quanto tale) a rappresentare il reale meccanismo di trasmissione della sollecitazione sismica ai piani superiori.

Si vuole qui anche ricordare che le tecniche di messa in sicurezza del patrimonio edilizio, utilizzate dagli ingegneri strutturisti, sono ormai ben sperimentate e sempre più semplici e sostenibili (ad esempio, nella parte rimasta pregevole del progetto Casa Italia, si stanno sviluppando tecniche di rinforzo dall’esterno che consentono addirittura di non sgomberare gli immobili) e con pochi denari – magari proprio quelli dell’”autobus N. 2734” – si può realmente arrivare a un incremento di sicurezza tangibile e ben diffuso sul territorio.

E invece ai Comuni italiani arrivano multiple e ripetute proposte di micro-zonazione, sull’onda degli ultimi forti terremoti e addirittura, recentemente, certi assessori intelligenti di comuni in zone terremotate cominciano a respingerle fermamente. Addirittura vi è stato un progetto milionario finanziato con fondi del MIUR, per micro-zonare la città di Matera! Si noti quindi a cosa è stata data priorità ancora nel 2014-2015, mentre era imminente la scossa appenninica del 2016 (basti leggere gli articoli su Il Foglietto della Ricerca o l’Interrogazione parlamentare di Enza Blundo su quelle vicende)?

E’ stata data la priorità alla micro-zonazione di Matera, ovvero ai famosi “sassi di Matera” ovvero dove tutti sanno di quali calcari o rocce simili trattasi più o meno in tutta la città. Non sarebbe stato meglio attivare ricerche (e soprattutto attività di messa in sicurezza del costruito) nella zona di “gap” sismico tra il segmento sismogenetico di Colfiorito (rotto nel 1997) e quello di L’Aquila (rotto nel 2009) e così dicasi nel segmento sismogenetico di Norcia – Amatrice che poi si è rotto (generando forti terremoti), nell’agosto 2016 e ancora continua a tremare oggi?

I denari pubblici liberi, in Italia, son talmente pochi che appare ovvio che non si dovrebbe dare adesso priorità al cartografare o al “micro-zonare” ma si dovrebbe altresì spenderli direttamente nelle zone più a rischio sismico per mettere in sicurezza almeno scuole, ospedali, caserme e case degli studenti, andando a considerare tutte uguali le case del Sig. Bianchi e del Sig. Rossi e quindi evitando antipatiche e incostituzionali sperequazioni.

Si dica quindi basta alle lobbies del monitoraggio “micro-sismologico” e cartografico; si dica basta ai “trominari” (soggetti che usano strumenti di misura sismometrici di bassa qualità, dediti alla micro-zonazione sismica, già oggetto di una interrogazione parlamentare della Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 15/04/2014 a primo firmatario Morra)! E’ il momento di assegnare i fondi agli ingegneri geotecnici e anti-sismici e/o a studi davvero interessanti come quelli di previsione sismica a “breve termine” (early warning) basati ad esempio sul comportamento dei fluidi e degli animali prima dei terremoti, citati ad esempio  dal New York Times il 17 giugno scorso. Sono studi che possono portare lontano: in futuro ci potranno addirittura avvertire che entro qualche settimana arriverà un terremoto in una certa zona.

 

 

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