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Pensioni: partita a Cesena l’azione legale sulle mancate indicizzazioni

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ROMA – Pensioni: partita a Cesena l’azione legale sulle mancate indicizzazioni. Proseguono le iniziative legali per ottenere la restituzione ai pensionati quanto, prima la Fornero, poi lo Stato, devono, secondo le deliberazioni della Corte Costituzionale che aveva giudicato illegittimo il blocco delle indicizzazioni delle pensioni superiori a tre volte il minimo. Franco Abruzzo segnala la mobilitazione della Uil di Cesena oggetto di un articolo del Corriere di Romagna.

Opporsi alla mancata restituzione da parte dello Stato dei soldi che la legge Fornero aveva bloccato per quanto riguarda gli aumenti previsti nelle pensioni di anzianità. Una “class action” è stata fatta partire nelle ultime settimane dalla Uil pensionati.

Ci sono, soltanto tra gli iscritti Uil, potenzialmente 2.500 cesenati interessati. Soddisfatti i quali (il lavoro riprenderà dopo le ferie agostane) il sindacato cesenate si mobiliterà eventualmente anche per non iscritti che intendano ricorrere.

La questione viene spiegata ai pensionati con una lettera in arrivo nelle case. Altre ne saranno spedite dopo il periodo di ferie. La legge Fornero ha bloccato li aumenti di pensione in base all’indicizzazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo nel periodo dal 2012 e 2013.

Nel 2015 la Corte Costituzionale, con la sentenza 70, ha bocciato questo provvedimento. Così il Governo ha stabilito la restituzione di quanto dovuto. Ma non per tutti e non allo stesso modo come ci si poteva attendere. Per chi ha pensioni superiori a sei volte il minimo nessuna restituzione. Per chi sta sotto a quella quota restituzioni a volte soltanto parziale (fino ad un massimo del 40%).

Eppure la Corte Costituzionale ha sancito che i soldi debbano essere ridati tutti ai cittadini. Così la Uil Pensionati Cesena sta scrivendo a casa agli interessati. Mentre sono state avviate alcune cause pilota su scala regionale (assieme a Cgil e Cisl) l’idea è quella di chiedere il rimborso integrale: congelando così i termini di prescrizione con l’Inps che altrimenti scadrebbero ed annullerebbero la possibilità di fare causa “allo Stato”.

Altre lettere che invitano a presentarsi al sindacato per verificare la propria situazione, saranno spedite nelle prossime settimane. Terminati gli appuntamenti con i propri iscritti il sindacato pensionati è intenzionato a rendersi disponibile anche per gli altri pensionati che intendano chiedere, con una sorta di class action collettiva, la restituzione dei soldi dovuti. (Corriere di Romagna)