Franco Manzitti

Beppe Grillo rischia l’esclusione dalla elezioni nella sua Genova

BEPPE-GRILLO

Beppe Grillo (foto Ansa)

GENOVA – Il paradosso è questo: il genovese Beppe Grillo potrebbe restare fuori dalle elezioni comunali del prossimo mese di giugno nella sua città, che la lista pentastellata era in grado di conquistare dopo Roma e Torino. La decisione del comico-capopopolo di esautorare Marika Cassimatis, la professoressa di Geografia che ha vinto le Comunarie genovesi con 318 voti, attraverso il famoso anatena-proclama “Fidatevi di me”, sta ritorcendosi contro il vertice dei Cinque Stelle. Infatti la prof stangata dal Movimento e sostituita con una elezione lampo dal tenore operistico Luca Pirondini, ha annunciato di avere presentato un ricorso al Tar contro la sua defenestrazione “per chiedere la sospensiva del voto on line nazionale (l’elezione di Pirondini) e il reintegro della lista”.

Il ricorso potrebbe avere quell’effetto bomba di escludere la lista Cinque Stelle dalle elezioni comunali. Un illustre professore di Diritto Civile all’Univerità di Genova, Alberto Maria De Benedetti, ha spiegato quali sono gli estremi per questa azione legale: “La possibilità c’è, se si ritiene che sia stato violato lo Statuto e il regolamento di cui si era dotato il Movimento e, quindi, si chieda l’annullamento di qualsiasi azione abbia violato lo Statuto.”

“Ipotizzo_ ha aggiunto il professore _che si potrebbe chiedere un procedimento urgente, in cui la Cassimatis sollecita che il giudice disponga il provvedimento più idoneo a tutelare la sua persona.”

E’ chiaro che questo provvedimento di fatto priverebbe il Movimento Cinque Stelle di avere un suo candidato alla corsa di sindaco di Genova. Pirondini sarebbe “congelato” in attesa di una sentenza che arriverebbe “a babbo morto”, cioè a elezioni consumate.

La notizia del possibile paradosso ha scatenato un putiferio sullo scenario genovese, dove il candidato grillino, a prescindere dal nome, era da tempo in favore di vento. Solo l’ultima tempesta ha un po’ frenato la cavalcata grillina verso un sicuro ballottaggoio e verso una molto probabile vittoria finale. Ma anche in queste condizioni di violenta polemica interna , di diaspora del Movimento con almeno trecento fedeli fuoriusciti dal gruppo e in parte già inquadrati in un’altro formazione “Effetto Genova”, di cui è alla guida Paolo Putti, consigliere comunale uscente, già candidato sindaco per Grillo 5 anni fa, la corsa del Cinque stelle era in testa ai candidati che stanno affrontando una campagna elettorale molto confusa, sopratutto a sinistra dello schieramento.

Cassimatis, silurata oramai dieci giorni fa con un post folgorante sul blog grillesco, ha lamentato anche di non avere avuto mai neppure una spiegazione sul suo presunto “tradimento”. Nella conferenza stampa in cui ha annunciato il ricorso al Tar ha spiegato di non avere capito assolutamente che cosa le viene contestato dal capo comico che aveva lanciato il “metodo Genova”, stabilendo le regole dell’elezione on line che l’hanno consacrata vincente e quindi in corsa per fare il sindaco.

Solo una battuta sul suo concorrente, scelto con l’elezione successiva alla sua, cui hanno partecipato anche i non genovesi: “ Pirondini è favorevole alle Grandi Opere, per i principii del nostro Movimento un vero sacrilegio.”

La fedelissima di Grillo a Genova, la consigliera regionale Alice Salvatore, trentadue anni, aggressiva e affilata, oramai definita la Protetta (con la maiuscola) , considerata la regista occulta del siluramento Cassimatis e sostenitrice di Pirondini, dopo cinque giorni di silenzio-stampa, ha definito il ricorso al Tar “inopportuno”.

“Grillo ha sempre avuto un ruolo di garante per il Movimento perchè prevenire è meglio di curare. Non ho chiesto a Grillo perchè ha tolto il simbolo a Marika Cassimatis, non mi compete e poi io mi fido di Grillo garante_ dice la Salvatore. “.

Insomma siamo in piena ortodossia grillesca: “Grillo ha sempre avuto l’ultima parola sul concedere o meno l’utilizzo del simbolo del Movimento Cinque Stelle, non è cambiato nulla, l’azione fatta a Genova dal nostro garante al costo di suscitare scalpore è un’azione di coraggio e senso di responsabilità.”_ la conclusione della bella Alice è quasi beffarda: “Non so perchè Grillo ha mandato fuori la Cassimatis dopo la vittoria on line, saranno subentrati dei dati che lo hanno portato a dubitare. Le carte le stanno chiedendo i giornalisti a Grillo stesso, continuate a chiederle, vediamo se il garante reputa necessario fornirle ai media.”

Carte o non carte, ora la tempesta scatenata a Genova da uno dei suoi cittadini più illustri potrebbe essere veramente “perfetta”. Se ,infatti, il ricorso depositato al Tar farà un certo percorso, quello delineato dal professore di Diritto Civile, il Movimento sarà escluso dalla corsa e le elezioni a Genova diventeranno un duello tra il centro destra e il centro sinistra, con terzo incomodo la lista civica scaturita proprio dalla diaspora grillina, verso la quale guardano anche le formazioni della sinistra-sinistra, che non vogliono andare insiema al Pd.

Il centro sinistra si è attorcigliato intorno a una serie di candidature, autocandidature, scontri interni, mini e grandi scissioni, divisioni dal Pd, atomizzandosi e alla fine affidando tutte le proprie carte a un assessore uscente della giunta di Marco Doria, Gianni Crivello, un ex Pci e Sel, oggi senza tessera, un etnico, sessantacinque anni, tutta una carriera sul territorio nella vallePolcevera, grande periferia postfordista genovese, che si era chiamato fuori, ma che alla fine il corpaccione molle e sfibrato dei democratici ha praticamente costretto ad accettare la candidatura. Che sarà annunciata nelle prossime ore. E dalla quale si sono dissociati con virulenza quelli di “Possibile”, cioè i civatiani, che sostengono di cercare un elettorato diverso da quello del Pd, i cofferatiani, scissi dal Pd con lo strappo, appunto di Sergio Cofferati e quelli di Alternativa a sinistra, costola radicale della Rete a Sinistra, a loro volta contestati dal proprio fronte giovanile che, invece, si schiera con Crivello.

Un guazzabuglio che giustificherebbe uno smacco elettorale e, prima del ricorso Cassimatis, la possibilità di essere esclusi perfino dal ballottaggio, in una città che il Pd e i suoi antenati governano da un quarantennio.

Il centro destra è stato il più veloce di tutti e ha già ufficializzato un patto di ferro tra Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, candidando Marco Bucci, 55 enne manager di “Liguria digitale”, un genovese “di ritorno”, tecnico puro, scelto dai lumbard e accettato dal padre-padrone della Destra ligure, il governatore Giovanni Toti.

Questo Marco Bucci non ha per ora una grande popolarità, essendo un tecnico con carriera lontana da Genova. Ma oggi sembra il favorito, se il candidato Cinque Stelle sarà congelato dal ricorso della Cassimatis esclusa e se il centro sinistra continuerà a sfibrarsi con le scissioni, le divisioni e sopratutto con la difficoltà di rilanciarsi dopo un decennio molto problematico di amministrazione della città, tutta nelle sue mani.

A meno che tutto questo, a partire dai fulmini di Grillo contro la sua candidata, non faccia parte di una strategia “a perdere”, che il comico ha messo in piedi per ragioni che non sono comprensibili agli umani. In fondo lui, garante-Zeus, governa dall’Empireo e lancia i suoi strali quando vuole.

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