Franco Manzitti

Luca dopo Luca, la Iena Bizzarri dopo Borzani. Genova, la destra e la svolta pop

Luca dopo Luca, la Iena Bizzarri dopo Borzani. Genova, la destra e la svolta pop

Luca Bizzarri (foto Ansa)

GENOVA – Che svolta è se sostituite un intellettuale serio e serioso, storico di professione, ex assessore comunale, dal taglio impegnato e riflessivo e dalla cultura cittadina variegata e vissuta, con la Iena comica, l’attore di formazione classica esploso mediaticamente in tv, spalla perfino al Festival di Sanremo, protagonista in coppia con il suo partner genovese-greco Kessislogu, di innumerevoli performances in grandi e piccoli teatri, dissacrante, situazioista come in Camera Caffè?

Che svolta è se nomini presidente della Fondazione Cultura di Genova, quell’ambaradan che tiene insieme il Palazzo Ducale, vero Beaouburg genovese e i grandi Musei Bianco e Rosso, l’ombelico cittadino, Luca Bizzarri, 46 anni, genovese doc e con lui sostituisci Luca Borzani da otto anni in quel ruolo svettante nella città in defaillance?

La prima risposta è che la svolta che il neo sindaco-manager Marco Bucci ha impresso al Palazzo Ducale, luogo diventato con Borzani un vero fulcro genovese, con i suoi portoni spalancati verso il cuore genovese di De Ferrari e lo sprofondo dei caruggi, con la sua offerta quotidiana di mostre, convegni, incontri, celebrazioni, grandi, grandissimi protagonisti, ma anche ordinary people transitante, è pop. Sì pop nel senso più diretto di questo termine, perché sostituire la barba autorevole di Luca I con i baffetti e il pizzetto di Luca II significa svoltare in direzione di una guida meno istituzionale, meno classica nelle sue variazioni, meno formale e puntare sul glamour, sui colpi ad effetto, sulle situazioni improvvise, come l’irruzione in scena, appunto di una Iena scatenata.

Ma la svolta significa anche che la politica della svolta a destra continua ad essere, a quasi due mesi dalla vittoria nelle urne comunali, prevalentemente mediatica. Bucci e i suoi grandi protettori, in primis il governatore della Liguria, Giovanni Toti e il capo della Lega Edoardo Rixi, vogliono stare prepotentemente sulla scena comunicativa. Stendono il red carpet da santa Margherita a Portofino, poi ricoprono di quella passerella rossa mezza Regione, da Porto Venere a Sanremo, scontrandosi con Sovraintendenze e establishment dei beni Culturali, poi mandano squadre di vigili in borghese nei caruggi a sgominare spacciatori e fracassoni, poi chiudono il mercato del baratto che sconciava la zona storica dell’angiporto e sparano annunci a raffica su come avverrà il cambiamento nei ruoli dirigenziali delle società partecipate, poi salgono in pellegrinaggio nello studio fantastico di Renzo Piano per rivedere con lui i nuovi progetti del water front genovese che ovviamente non si chiamerà più così e neppure Blue Print, ma avrà un nome sicuramente più pop…..

Insomma la svolta mediatica per ora, poi si vedrà se ci sono seguiti fattuali, scalda la già calda estate genovese e ora lancia in alto Luca Bizzarri, fino a ieri considerato a Genova un comico di grido, un zeneise di successo, anche un benefattore con la sua scuola di recitazione allocata presso lo storico Teatro Stabile. Ma la Iena Bizzarri, era anche considerato un contestore dei governi di centro sinistra della città, un progressista-contro che lanciava proclami anti degrado cittadino. C’era stato anche uno scontro duro con la sindaco Marta Vincenzi, che aveva emesso una specie di editto di espulsione per Bizzarri, reo di avere pesantemente criticato lo stato dei caruggi, dove viveva da genovese e dove aveva anche aperto un ristorante, molto alla page.

“E allora io vado ad abitare a Camogli”, aveva risposto il Bizzarri. Detto fatto. La iena aveva anche fatto un bell’endorsment a favore di Enrico Musso, concorrente da destra per conquistare il Comune contro il sindaco-marchese Marco Doria cinque anni fa. Come dire: basta con questi governi passivi e lenti che affossano la città e la lasciano annegare nel suo degrado.”Sono stufo di uscire dalla mia casa nei caruggi e sentire solo puzza…., chiosava la iena nei suoi ululati anti regime. Oggi da quei caruggi un po’ puzzolenti sale nella stanza principale del Ducale, dove abitavano i Dogi, ma dove lo attende una grande responsabilità. Non solo tenere il livello di Borzani, uscito con grandi numeri di successo dalla sua gestione, solo sfiorata dallo scandalo dei Modigliani falsi in mostra che la Procura della Repubblica ha appena sequestrato. Ma fare la svolta”pop” nell’istituzione solida della cultura genovese.

Il suo avversario concorrente nella nomina è stato tanto per cambiare Vittorio Sgarbi, forse più apprezzato dal fronte leghista della nuova maggioranza. Ma Sgarbi è come il prezzemolo: lo mettono dovunque e questa volta ha risposto sdegnato all’indiscrezione su di lui. Bizzarri farà il presidente, ruolo di molta rappresentanza. La vera gestione sarà dei manager che Bucci e i suoi stanno scegliendo. E qui bisogna essere meno pop e glamour e più tecnici. La Iena si deve scatenare, ma deve anche essere tenuta a bada.

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