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Conciliazione, querele temerarie, mafia: a Mattarella dico..

il Presidente Mattarella ha nominato cavalieri Federica Angeli e Paolo Borrometi e questo è importante, ma Giulietti, presidente del sindacato dei giornalisti, avverte: le minacce sono tante: querele temerarie, conciliazione obbligatoria, mentre resta sempre il carcere per i reati di opinione

La foto di di Giuseppe Giulietti

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ROMA – Conciliazione obbligatoria e giugulatoria, querele temerarie, diffamazione, sono tutte facce del gigantesco iceberg della intimidazione contro i giornalisti la cui punta sono le minacce mafiose. Ai mezzi tradizionali si è aggiunta la conciliazione obbligatoria: se ci vai costa svariate centinaia di euro, se non ci vai e perdi, ti costa il triplo e devi pagare anche se spese al querelante.

In cima alla scala delle intimidazioni, ci sono le minacce dalla mafia, in tutte le sue declinazioni, contro i giornalisti. Importante quello che ha fatto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha annunciato di aver concesso a Federica Angeli e a Paolo Borrometi, due cronisti “sotto scorta” per le loro inchieste contro mafie e malaffare, l’onorificenza di cavalieri al merito della Repubblica.

Il suo è stato un gesto di raffinata sensibilità politica ed umana ed un riconoscimento non solo ai due “Cavalieri”, ma anche a quanti continuano a fare il mestiere del cronista anche e soprattutto in quelle zone di frontiera dove le minacce, spesso sotto forma di delegittimazione o di querele temerarie, sono all’ordine del giorno.
Non si tratta solo di minacce simboliche o di lettere anonime, ma anche di aggressioni, pedinamenti, macchine bruciate, cani ammazzati, scritte sotto case, avvertimenti via rete, familiari “avvertiti”.
Tutti questi episodi sono stati documentati dal puntuale lavoro dell’associazione Ossigeno.
Sono oltre 50 le donne e gli uomini che sono costretti a vivere sotto scorta o sono sottoposti a regimi di vigilanza rafforzata.
Il Presidente, scegliendo due di loro, ha inteso dare il segnale di una solidarietà profonda, ha posto il suo nome accanto a quello dei cronisti, ha indicato una strada da percorrere.
Ora spetta alle altre istituzioni, alla politica proseguire lungo questa strada liberando i cronisti dai lacci che li condizionano a cominciare da quelle “querele temerarie” che, insieme con la conciliazione obbligatoria, sono diventate il vero strumento di intimidazione preventiva contro chi cerca di “Illuminare” le zone della corruzione, delle complicità, della corruzione.
Ci auguriamo che le scelte compiute dal Presidente Mattarella, una persona che ha sempre avuto nel cuore l’articolo 21 della Costituzione, possano positivamente contagiare anche il legislatore .
Sino ad oggi, purtroppo, questo non è accaduto, anzi siamo ancora in attesa che venga cancellata la norma che prevede il carcere per il reato di diffamazione, sia rivista quella sulle querele temerarie e si affronti il tema  della conciliazione obbligatoria, questo nonostante i richiami delle stesse istituzioni europee.
Quanto ancora bisognerà attendere?


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