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Grillini, francescani dai denti sbiancati

Grillini, francescani dai denti sbiancati

Grillini, francescani dai denti sbiancati

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Francescani dai denti sbiancati” anche sul sito Uomini & Business.

Le due battute più agghiaccianti relative alla vita interna dei 5 stelle sono queste. Beppe Grillo, parlando di Gianroberto Casaleggio, ideatore insieme a lui del Movimento: “E’ completamente pazzo”. Di se stesso, infatti, Casaleggio dice: “Sono una specie di Gelli buono, ma anche un Cuccia”. Quando cura il blog di Di Pietro, dice: “Se riesco a portarlo al 10 per cento, cambio l’Italia”. Non succederà mai.

Tutte queste, e altre, meraviglie sono raccontate da due che dentro il Movimento ci sono stati: Nicola Biondo, ex capo della comunicazione dei 5 stelle della Camera e Marco Canestrari, informatico, ex dipendente della Casaleggio.

Loro, i 5 stelle, si presentano come una sorta di comunità francescana, dediti esclusivamente al bene del paese. Ma hanno i denti affilati. La fidanzata di Di Maio, un’esperta di Pr, dopo il flop alle europee, sentenzia: abbiamo perso le elezioni per colpa dell’immagine di Gianroberto, con quel suo ridicolo cappellino sempre in testa. Casaleggio era malato di cancro, e infatti morirà poco dopo.

Ma anche Grillo è un bel soggetto. Di Roma, ad esempio, non gli frega niente: “Se la tengano”, dice. E spiega che vuole stare nella sua villa di Genova a curare l’orto: “Ho la lattuga che mi scappa da tutte le parti”. E così è Casaleggio che sceglie il futuro sindaco Raggi, con una semplice telefonata “Abbiamo deciso che puoi diventare il primo cittadino, te la senti?”. Alla faccia della democrazia diretta e dei voti espressi dagli iscritti.

Anzi, quando qualcuno fa osservare allo stesso che sarebbe più coretto far controllare le votazioni on line da un ente terzo, risponde “Col cazzo che faccio entrare un estraneo nel mio database”. E infatti ancora oggi questo tempio della democrazia diretta è in una situazione singolare: tutti i dati degli iscritti e le loro decisioni stanno sui server della Casaleggio, una ditta privata. La democrazia, se esiste, sta in quel database, ma la chiave per entrarvi è nelle mani del solo Casaleggio. Gli altri si devono fidare.

Sempre in tema di francescanesimo, Biondo e Canestrari rivelano che a conti fatti i deputati a 5 stelle si portano a casa, mediamente, 13 mila euro al mese, più rimborsi vari. In teoria rendicontano tutte le loro spese, ma nessuno controlla e ognuno fa come gli pare.

La cosa più comica, per dei francescani votati a bene comune, è la scena di Rocco Casalino (ex Grande Fratello, capo della comunicazione) che accompagna tutti i deputati da un collega dentista per fare loro sbiancare i denti e sistemare le gengive: se devono andare in televisione, devono essere in ordine.

Ma un certo cinismo è sovrano. Quando hanno il primo successo elettorale, Grillo commenta: “Abbiamo un dieci per cento di parlamentari che sono degli Scilipoti”, roba che non vale niente. D’altra parte, spiega, siamo stati noi stessi a dire che chi aveva già delle cariche locali non poteva andare in lista per le politiche e quindi abbiamo dovuto imbarcare alla rinfusa quelli che abbiamo trovato.

Il più sincero, in questa comunità di falsi frati a 13 mila euro al mese, è il povero Roberto Fico, capo della commissione di vigilanza Rai: “Stiamo diventando venditori di slogan”, scritti e pensati altrove. Più che rifare l’Italia e l’Europa, come promettono nei loro tanti slogan, dovrebbero cominciare a rifare se stessi. Partendo, aggiunge qualcuno, dai congiuntivi, che sono ancora oggi un’entità sconosciuta nel mondo a 5 stelle.

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