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Il ritorno dei leoni: Berlusconi in pista, e Salvini e Di Maio…

Il ritorno dei leoni: Berlusconi in pista, e Salvini e Di Maio...

Il ritorno dei leoni: Berlusconi in pista, e Salvini e Di Maio…

ROMA – Silvio Berlusconi torna in pista, e fa agitare Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Inutilmente. E’ quel che scrive Giuseppe Turani in un articolo dal titolo “Il ritorno dei leoni” pubblicato sul sito Uomini & Business.

Aria di grandi ritorni in politica. Lievemente demenziale per la verità, ma bisogna avere molta pazienza. Gli ex-Pd raccolti in Mdp hanno deciso, dall’alto del loro, forse, 3 per cento, che il candidato premier della loro formazione sarà Giuliano Pisapia. E questo è certamente un riconoscimento onorevole per l’ex sindaco di Milano. Venato solo da qualche piccola ombra: nessuno degli altri era oggettivamente presentabile. O Pisapia o nessuno.

Dopo di che le probabilità di Giuliano di diventare premier sono le stesse che ho io di diventare papa. La stessa cosa si può dire, e non suoni offesa per Pisapia, è solo una coincidenza per quel brutalone di Matteo Salvini, da mesi impegnato in un braccio di ferro con Berlusconi perché vuole essere riconosciuto come leader del centro-destra (lui che capeggiò la lista dei comunisti padani, ai tempi di Bossi).

Il povero Salvini sbaglia due volte. La prima perché l’8 marzo dell’anno prossimo il Cavaliere ritorna eleggibile e quindi candidabile. E quindi tra i due non esiste gara: è ovvio che vince Berlusconi, che leader lo è stato per vent’anni. Anzi, che ha inventato il centro-destra.

Inoltre, e qui c’è il secondo sbaglio, in tempi di legge elettorale proporzionale (hai voluti votare no, caro Salvini?) chi deve salire a palazzo Chigi viene deciso non da fantomatiche primarie della destra, ma dal signor Mattarella, presidente della Repubblica, a suo insindacabile giudizio. Matteo, quindi, può fare tutte le primarie che vuole: se le fa e se le racconta. Contano come niente, ne può fare una alla settimana.

La stessa cosa vale per quegli idioti che si affannano a cercare altri candidati premier nel Pd al posto di Matteo Renzi. Anche per loro vale la stessa raccomandazione: decide Mattarella. Il quale sceglierà chi, secondo lui, ha più probabilità di ottenere la fiducia del parlamento e di tenerla più a lungo. Per non parlare dell’evanescente Di Maio che dice ogni giorno di essere pronto per palazzo Chigi, come se si trattasse di andare in pizzeria (paga lui?).

Certo, Mattarella potrebbe attenersi alle indicazioni che riceverà dai politici, ma potrebbe anche fare una scelta divergente o creativa. Di sicuro non si farà spaventare da Salvini e dalla Meloni, o da Orlando e Emiliano. E’ un cattolico adulto anche lui, rassegnatevi e tornate alla vostra partita a carte.

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