Blitz quotidiano
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Immondizia banco di prova per Beppe Grillo, un monte di rumenta lo seppellirà?

Immondizia, banco di prova del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e Casaleggio che in un monte di rifiuti, nelle città italiane dove il M5s è andato al potere, sembra destinato a affondare. A questa conclusione, “Monnezza a cinque stelle”, arriva Giuseppe Turani in questo articolo, pubblicato anche su Uomini & Business.

Siamo alla fiera dei pazzi. Uno tarocca un libro di Annalisa Chirico per dare della alla Boldrini e a Maria Elena Boschi. Un altro scrive su FB che ai funerali dei terremotati la gente ha chiesto a Di Maio (aspirante presidente del Consiglio) di cacciare Renzi. Una deputata, sempre cinque stelle, come tutti i precedenti, fa un tweet per dire di rivolgersi al sacro blog per donare il sangue (il titolare, l’ex-comico, intanto è in Sardegna a mangiare ostriche).

Un’altra, l’ex pasionaria dell’Alitalia, forse cinque stelle forse no, fa un tweet per dire, da vegana, che a Amatrice è venuto giù tutto perché là hanno inventato la famosa pasta e il cielo li ha puniti.

Si potrebbero fare altri cento esempi. Ma la conclusione è una sola: la cabina di regia dei Cinque Stelle, la Casaleggio, ha perso il controllo del mostro che aveva scatenato in Rete e a cui deve molto del suo successo. La bestia è uscita e si comporta da bestia, spara insulti a destra e a sinistra, tarocca, farlocca, scrive scemenze. I tempi in cui i membri del direttorio del Movimento si limitavano a credere alle sirene e alle scie chimiche, o a proporre matrimoni fra generi diversi ormai sembrano una sorta di paradiso perduto.

Adesso hanno campo libero i veri fuori di testa (non che quelli di prima non avessero dei disturbi gravi).

Una massa, insomma, si sbandati e frustrati che ormai pensano e scrivono qualsiasi cosa, che non si fermano davanti a alcuna offesa o bufala. Il problema è che non li controllano più.

Ma non basta. Ci si accorge che il movimento meno ideologico del mondo, il Movimento cinque stelle, rischia di affondare per troppa ideologia. O, forse, per troppa religione.

A Torino il sindaco Chiara Appendino, dopo aver dichiarato che farà della città una capitale vegana (per fortuna nei ristoranti continuano a fare i loro straordinari bolliti), ha stabilito che il Po (infestato da alghe molto fastidiose) andava ripulito dai volontari: questo è il nuovo mondo sognato da Beppe Grillo e i Casaleggio. Peccato che i volontari del sindaco abbiano combinato un casino immane e che adesso occorrerà, ovviamente, chiamare i tecnici specializzati, con tutte le loro risorse tecnologiche.

In ogni città in cui governano i cinque stelle, tranne Torino (che era stata organizzata bene già da prima) ci sono drammatici problemi dei rifiuti, che non vengono rimossi o che vengono rimossi solo parzialmente.

Un po’ si tratta di incapacità, ma al fondo c’è una questione ideologica (o religiosa). Secondo i padri fondatori, Grillo e Casaleggio, i rifiuti sono i figli maledetti della maledetta società dei consumi. Sono le multinazionali, insomma, che hanno inventato i consumi e quindi la monnezza. In un mondo ordinato, che si libera delle multinazionali e che corre verso la decrescita felice la monnezza non dovrebbe nemmeno esistere. E quindi scompare il problema di liberarsene.

In attesa che questa battaglia contro la Coca Cola e la Nestlè venga vinta, i rifiuti si accumulano lungo le strade a cinque stelle. Quando proprio la situazione diventa insostenibile, si caricano sui camion e sui treni e si mandano all’estero, dove infine saranno bruciati.

Perché i cinque stelle, sempre per via dei padri fondatori, non vogliono i bruciatori (i termovalorizzatori): dicono che inquinano. Gli è stato spiegato più volte che non è vero. Ma loro sono come quelli che non credono che gli aerei possano volare perché sono di ferro e non di carta come gli aquiloni: se bruciano merda, è impossibile che non inquinino.

Intanto, persino a Roma (la loro perla) la puzza sta creando spaccature all’interno dello stesso movimento. Molti non capiscono perché il sindaco ha voluto assumere come asre

la signora Muraro, che traffica con i rifiuti di Roma da 12 anni e che forse qualche responsabilità ha, ma soprattutto non capiscono perché al Comune sono tutti pagatissimi mentre la monnezza rimane sui marciapiedi.

Si protesta. Ma ancora non si mettono in discussione le direttive del sacro blog: la strategia rimane quella di puntare verso la società a rifiuti zero, una mantra a cui nessun cinque stelle vuole rinunciare. Nel frattempo…