Lucio Fero

Ambulante morto, non fare di un povero cristo un martire. Zuppone di bugie…

Ambulante morto, non fare di un povero cristo un martire. Zuppone di bugie...

Ambulante morto, non fare di un povero cristo un martire. Zuppone di bugie… (foto d’archivio Ansa)

ROMA- Ambulante, faceva il venditore ambulante sui e intorno ai ponti del Lungotevere di Roma. Era venuto dal Senegal, aveva 53 anni e alle spalle una vita presumibilmente dura. E’ morto in un pomeriggio di maggio in Italia, su un marciapiede. E’ morto da povero cristo come ha vissuto.

Nian Maguette, questo era il suo nome, non era un pericolo per nessuno, tirava la vita con i denti e feroce oltre che malvagio è l’insulto partito sul suo cadavere, l’insulto “uno di meno” (sì anche questo è partito sul web). Un povero cristo morto a 53 anni mentre in strada faceva un lavoro ai confini e oltre la legalità e che presumibilmente quando ha visto arrivare un controllo, un normale controllo di uomini in divisa, ha deciso di scappare, correre. Come aveva fatto tante altre volte. Ma stavolta forse il cuore, forse altro (lo stabilirà l’autopsia) ha ceduto. E il povero cristo è caduto e non si è rialzato più.

Pietà, pietà e compassione per la sua morte e vita, morte e vita di un povero cristo venuto dal lontano Senegal ad arrangiare la vita e a incrociare la morte sul selciato di Roma.

Ma qualcuno, più d’uno, prima di sapere, non volendo in realtà sapere, ha subito provato a fare di Niam un martire. Martire niente meno che della repressione, degli uomini in divisa, di un fantomatico motorino dei Vigili o della Polizia o di chissà chi che l’avrebbe inseguito, investito, fatto cadere testa in giù, tempia sul marciapiede. Insomma l’ambulante come selvaggina cacciata dai bianchi razzisti perché nero e migrante.

Nulla di tutto questo è successo, eppure è stato facile e immediato sentirselo narrare come fosse davvero accaduto. L’unica cosa vera: i tentati controlli (doverosi e sacrosanti) sulle merci contraffatte in vendita e sugli ambulanti e la morte del povero cristo che si allontanava. Il resto è consolidato menù di convinzioni bugiarde, bugiarde anche se indossano panni democratici e di sinistra.

Ieri era giornata di bugie senza pudore…A dire il vero non solo ieri: di bugie senza pudore è ormai sempre giornata. Ieri Berlusconi che, dopo aver approvato la nuova legge sulla legittima difesa, annuncia che Forza Italia non la voterà perché troppo “tenue”. Forza Italia aveva approvato un testo dove non c’era che si poteva sparare ai ladri in casa se entrano di notte e fanno violenza, ora non votano perché “tenue” un testo dove quella legittimità di sparare c’è?

A Berlusconi qualcuno deve aver sussurrato che se Lega e Fratelli d’Italia votano contro a Forza Italia elettoralmente non conviene votare sì, questione di marketing elettorale perché sul mercato va forte lo “spara appena lo vedi, comunque uno di meno”. E allora ecco la bugia senza pudore della legge “tenue”, anche questa nel consolidato menù, stavolta della destra.

E Grillo che dice mai M5S contro i vaccini? Grillo impegnato da consumato attore nel “chi, io?” che è sempre il pezzo forte di una spudorata bugia se è davvero spudorata? Dicano a se stessi, siano sinceri almeno con se stessi i simpatizzanti di M5S: il MoVimento lo hanno vissuto come pro o contro i vaccini? E i no vaccino dicano a se stessi con sincerità: si sono sentiti o no confortati da proposte di legge, dichiarazioni, battute, blog e votazioni in Consigli comunali e regionali da M5S?

Bugie senza pudore ogni giorno e in ogni dove, una zuppa in cui ormai è immersa la vita pubblica, di cui anzi sembra fatta la vita pubblica. Al punto che ormai lo “zuppone” dove tutto si riporta e riversa come egualmente credibile, il racconto a “zuppone” del “tutti contro tutti” e ogni plausibilità svanisce al calore dello “zuppone” ha preso il posto di quello che fu il “pastone politico”.  Pastone politico, eterea e spesso inconsistente cronaca del Palazzo, oggi c’è il surriscaldato “zuppone” della giornata. Zuppone gassoso dove si rimestano le bugie senza pudore, il menù delle nostre giornate.

 

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