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Ballottaggio voto Raggi. Berlusconi, Salvini, Meloni, poi?

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ROMA – “Al ballottaggio voto Raggi”. L’hanno detto in sequenza prima Silvio Berlusconi, poi Matteo Salvini, quindi Gi Meloni. Certo precisando che ovviamente l’endorsement, l’appoggio alla candidata sindaco M5S è relativo e non assoluto. Sottosta alla condizione che Guido Bertolaso, candidato di Berlusconi, o Gi Meloni, candidata sindaco di Salvini e Fratelli d’Italia, non ci arrivino loro al ballottaggio, insomma al secondo turno delle prossime elezioni per la guida del Campidoglio.

Il che però se non è una certezza poco ci manca se i candidato della destra centro romana restano a spartirsi in quattro lo stesso pur robusto elettorato appunto di destra-centro. Quindi questi endorsement, appoggi a Virginia Raggi sindaco sono poco ipotetici e alquanto realistici. E tutti e tre insieme, quello di Berlusconi e po Salvini e quindi Meloni, configurano un fatto già certo e scritto. Gran parte della destra romana preferisce, anzi dà indicazione di voto al secondo turno per M5S. Non per l’astensione, non per restare lontani da M5S e Pd, entrambi da giudicare non si sa che o peggio. No, la destra romana, finora quasi tutta, sceglie M5S.

Vero è che la Roberta Lombardi parlamentare grillina a suo tempo non ignota alle cronache e molto influente a Roma con raffinata nettezza respinge gli appoggi: “Se grattamo…”. Tutti intuiscono dove. Ma resta la sapienza popolare per cui si somiglia si piglia…E a Roma Virginia Raggi e collettori di voto della destra si pigliano, lo dicono loro.

Berlusconi, Salvini, Meloni…e poi a chi tocca dire che al ballottaggio se non ci va lui si vota Raggi? Mancano per ora all’appello Francesco Storace e Alfio Marchini. Sul primo si può scommettere non lo dirà mai, sul secondo non si può scommettere mai.

Sempre più divertenti e singolari comunque le prossime elezioni a Roma: quattro candidati sindaci del centro destra, quattro (ma non coincidono perfettamente) candidati sindaci che vengono da quello che fu il Msi. Berlusconi e Salvini che a Roma si giocano il chi comanda a destra. Un pezzo di Pd (o ex Pd) che cerca disperatamente un candidato, uno qualunque, che faccia male elettoralmente al Pd. Due ex sindaci, Alemanno e Marino, inchiodati dalla relazione dell’Anticorruzione secondo cui da anni a Roma ogni appalto del Comune equivale a un furto di denaro pubblico. E un probabilissimo sindaco indicato da tutti gli umori e sondaggi e ragionamenti, appunto Virginia Raggi, che dopo un anno di sindaco M5s a Roma tutti i ragionamenti, umori e sondaggi dicono abbasserà la quota di consensi M5S alle politiche.