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Banane, signora mia son finite. E anche le persone serie

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ROMA – Banane, un articolo de La Stampa informa (reinforma) che stanno finendo. E stavolta lo fa con dovizia e chiarezza di argomenti. Dunque, c’era una volta la banana, anzi ce n’erano tante e di vari tipi. Quando sul finire dell’Ottocento gli occidentali cominciarono a riempirsene tavoli e pasti, gli allevatori scelsero la variante Gros Michel per tappezzare di piantagioni il centro america. Ma tutto piantato con lo stesso gene aveva un tallone d’Achille: se arriva un parassita si ammala tutta la piantagione, anzi tutte le piantagioni.

E il parassita arrivò negli anni ’20 del secolo scorso. Anni in cui si finì non a caso per cantare con successo There are no bananas (libera trasposizione in Italia made Alberto Sordi/Monica Vitti in Polvere di Stelle suonerà poi: Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai? Bella hawaiana attaccate a ‘sta banana…). Anni in cui la banana latitò sui mercati e sulle tavole. Sparì quasi la Gros Michel e con lei stava sparendo la banana quando si inventarono la Cavendish, quella che mangiamo ora, quella che oggi è il 99 per cento delle banane coltivate, raccolte, vendute, mangiate.

Più piccola e meno saporita la Cavendish però più resistente al parassita. Però la debolezza della Cavendish sta in quel 99 per cento. Anche qui monocultura vulnerabile in quanto tale e l’attacco è arrivato, si chiama Sigatoka, fungo che ammazza Cavendish banana. Non le ammazza tutte, sta facendo fuori la metà delle piantagioni. Quindi restano sempre la metà delle banane, basterebbero ancora per i consumi attuali. Ma all’altra metà però ci sta pensando il vecchio e rinato parassita che fece fuori le Gros Michel. E’ risorto e ricomparso sotto forma chiamata Tr4, prima alle Cavendish faceva un baffo, adesso ha imparato a farle fuori.

Sigatoka di qua, Tr4 di là, mono cultura Cavendish, signora mia stanno finendo le banane. Ci vorrebbero nuovi tipi, nuove varianti. In teoria possibili, ma ci vuole studio, pazienza, competenza. Insomma creare nuove banane che resistano a funghi e parassiti è una roba da lavoro e gente seria. Non sembra, informano gli esperti, che il settore industriale agricolo sia oggi attrezzato alla riconversione.

A sentir questa storia…mica solo le banane, signora mia. Capita di sentire un Di Maio che definisce “scelta poco intelligente” consentire agli americani di bombardare Isis in Libia partendo dall’Italia. E perché poco intelligente? Perché l’astuto Di Maio dice che così facendo ci fanno gli attentati. Perché, altrimenti non ce li fanno? E’ convinto Di Maio che chiudendo le basi, uscendo dalla Nato, garantendo a Isis che noi stiamo buoni e zitti a casa nostra l’Italia grazie a questa lungimirante scelta si metta al riparo? No, neanche Di Maio è così, diciamo, ingenuo. Non ci crede neanche lui ovviamente. Ma così dice per fare teatro, scena, rumore. E’ certo e sicuro Di Maio novissimo M5S che fare politica sia incompatibile con l’essere seri, con il comportarsi e parlare seriamente.Come i vecchissimi della politica di prima, su questo si intendono:l’uomo pubblico, questa è la cultura, non può permettersi di essere una persona seria. Deve esagerare, teatrare, sparare, roboare…altrimenti che politico è?

E ci credono davvero Pierluigi Bersani e Miguel Gotor che i titoli e testi dei Tg Rai decideranno chi vince il referendum di novembre? No, lo sanno anche loro che un Tg conta sul risultato elettorale come coppe quando regna bastoni (una dozzina di risultati elettorali in sequenza in una ventina di anni stan lì a testimoniare che chi ha i Tg non per questo vince, anzi). Lo sanno anche i Bersani e i Gotor (i Brunetta no, i Brunetta in tutta onestà pensano di non dover sapere nulla che non sia innato nella loro testa) che fa ben più opinione e consenso/dissenso una striscia informativa quotidiana  più due serate di talk show (quello che farà Bianca Berlinguer) piuttosto che un Tg. Seriamente la minoranza Pd in termini di spazi di opinione non ci rimette nulla, magari qualche ospitata in meno in studio al massimo. Non è quindi serio, è grottesco gridare al golpe informazione per vincere il referendum. Ma purtroppo anche i Bersani, Gotor, Cuperlo si sono adattati, hanno scelto: far politica oggi esclude essere seri. Parafrasando Mao, la politica non è un confronto serio.

Non bisogna comportarsi da persone serie per far politica: Berlusconi lo sapeva benissimo e anche Bossi ne era consapevole, entrambi bravissimi a sparar balle. Mai avrebbero immaginato che a breve giro di anni sarebbero apparsi degli statisti seriosi o quasi a confronto con i Brunetta/Salvini. Berlusconi e Bossi lo sapevano, quelli di M5S e della sinistra Pd ci sono arrivati più di recente e ci mettono tutto lo zelo e l’entusiasmo dei neofiti a impagliacciare le cose serie. Signora mia, son finite le banane e anche le persone serie. Il fungo della pagliacciata e il parassita della faziosità attaccano la monocultura del politico d’assalto e da riporto.