Blitz quotidiano
powered by aruba

Brexit, il piacere della menzogna

La foto di di Lucio Fero

Leggi tutti gli articoli di Lucio Fero

ROMA – Brexit fa paura, Brexit fa sognare. Fa paura a chi abbia qualcosa e abbia nozione di averlo: un lavoro, un risparmio, un investimento, un’azienda. Fa sognare chi ritiene di non aver nulla o di essere stato defraudato di ciò che aveva o poteva avere: un lavoro garantito a vita, un risparmio intoccabile e invulnerabile, un investimento sicuro a prescindere, un’azienda protetta, magari dalla garanzia di Stato. Entrambe le emozioni, la pura e il sogno, possono essere sostenute, innervate, da qualcosa che ha la consistenza dei fatti oltre che la potenza delle emozioni.

Non c’è dubbio, è un fatto che una comunità allargata, una unione economica di più paesi è più attrezzata per stare al mondo dell’economia, qui e oggi al tempo che viviamo. E’ un fatto che una unione economica su scala continentale protegge posti lavoro, welfare, redditi molto più di quanto non possa fare una singola nazione, magari barricatasi in illusorio e perdente nazionalismo autarchico. E’ un fatto: su tutto il pianeta le imprese, le Borse, la finanza, il risparmio temono Brexit e la paura ha già fatto danni che crescono ogni giorno, sperando non monti a panico…

Non c’è dubbio, è un atto che l’Unione Europea non funziona, non affronta le crisi, è divisa al suo interno, si paralizza da sola, minimizza di fatto i vantaggi dell’essere Unione e tenta l’impossibile di essere insieme 20/30 Stati ognuno per conto suo e tutti insieme.

Dunque ci sono fatti e argomenti per così dire oggettivo a sostanziare sia l’emozione e il sentimento della paura che quelli del sogno. Non ci sarebbe bisogno di ricorrere, tuffarsi, bearsi nella menzogna. Invece la campagna pro o contro Brexit, soprattutto quella pro, mostra voluttà, piacere del mentire. In Gran Bretagna, mica a Ballarò o a La Gabbia, si sono inventati di sana pianta un milione e mezzo di clandestini che in Gran Bretagna non ci sono come ognun sa e può verificare. Si sono inventati che tra tre anni niente più cure sanitarie agli inglesi perché se le sono mangiate tutte gli “europei” che portano sul suolo britannico 700 reati a settimana. Si sono inventati leggi europee che consentono libera circolazione a assassini  stupratori che quindi vanno in Gran Bretagna…

Il piacere, la voluttà del mentire che ben presto dimentica, rimuove l’origine stessa della bugia scaltra. In origine il politico che inventa e spaccia la balla della Ue proteggi stupratori lo sa che è una balla, una bugia. Ma ci mette un attimo a identificarsi a farsi carne e ossa, a inverarsi con la bugia. Letteralmente plasma una nuova realtà e decide di abitarci dentro perché gli piace, se ne innamora. Poi c’è chi riceve, accoglie, adotta la menzogna. L’uomo comune che non sa, non è tenuto a sapere, però aspetta la menzogna come rivelazione e avvento.

Questo crescente, dominante piacere del fornire e accogliere la menzogna è la cifra montante del dibattito pubblico, delle campagne elettorali, delle pubbliche opinioni. Qualcosa di assolutamente drammatico perché crea e alleva un nuovo soggetto politico, addirittura quasi un “tipo”umano: il sapiens riluttante, il cittadino elettore che ha bisogno per eccitarsi della droga della menzogna. In piccolo testimonianza viva e vivente di questa fauna sociale sono i vigilantes del web che anche quando scrivi che M5S ha davvero vinto il primo round delle elezioni non capiscono e mugugnano. Hanno infatti bisogno della “dose”, del crucifige dell’odiato avversario e nemico. La realtà, anche nella pate in cui parla a favore della loro parte, non basta loro. Vogliono, godono, vivono del piacere della menzogna.