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Cannabis uccide in Francia depenalizzata in Italia: 2 balle

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ROMA – Qualche giorno fa la rete di comunicazione/informazione si è fatta una grossa “fumata”, peraltro doveva essere roba di non ottima qualità. In sequenza e in catena agenzie di stampa e siti grandi e piccoli di notizie hanno spacciato in poche ore due autentiche balle. Si parlava di cannabis in entrambi i casi e la sola parola deve aver fatto effetto, pessimo. Si sa infatti che la cannabis non va mischiata con l’alcool, dà possibili cali di pressione. E neanche con l’ignoranza, dà sicuri vuoti di realtà.

La prima notizia, si fa per dire. Suonava così: in Francia un uomo è in fin di vita (purtroppo poi si saprà che è morto) per aver assunto un farmaco sperimentale con dentro della cannabis terapeutica. E vai tutti o quasi a titolare che la cannabis, sia pur terapeutica, aveva ucciso. Si saprà poi che nel farmaco sperimentale che aveva ucciso non c’era neanche l’ombra di cannabis ma un cannabinoide sintetico. Più o meno come la differenza tra l’olio e il petrolio (e ci si perdoni la metafora iperbolica ma almeno ci capiamo).

Però in fondo al sistema della comunicazione/informazione al suo stato attuale non si può onestamente chiedere di conoscere o capire la differenza tra la cannabis e un cannabinoide (roba da chimici). E nemmeno di soffermarsi dubbioso sul fatto che i nomi, le parole, si somigliano sì ma uguali proprio non sono. Il sistema “legge” cannabis, capisce sì fischi per fiaschi ma le sue orecchie sono fatte così. E’ la stampa oggi, bellezza…

La seconda notizia però non è fischi per fiaschi, è vertigine pura, è un drone lanciato nello spazio infinito dell’improbabile provenendo dal pianeta dell’ignoto. La seconda notizia è stata per qualche ora che in Italia si era niente meno che liberalizzata la cannabis terapeutica e niente meno che per decisione di un Consiglio dei ministri.

Liberalizzata la cannabis terapeutica, niente meno. Non più reato la coltivazione di cannabis per curarsi…la fantasia è corsa sfrenata. Per ore. Sulle agenzie e sui siti ovviamente on time. Ovviamente nulla di vero. Il Consiglio dei ministri aveva solo e soltanto stabilito che se i laboratori autorizzati, pochissimi, quasi solo dell’esercito, alla ricerca e sperimentazione avessero trattato quantità di cannabis superiori al previsto, allora questo non sarebbe stato reato. Una circolare amministrativa è stata confusa dal sistema comunicazione/informazione niente meno che con la liberalizzazione della cannabis terapeutica (anche qualche politico ci è cascato o ci è voluto cascare).

In effetti per gli standard di attenzione e riflessione del sistema leggere fino in fondo il comunicato del Consiglio dei ministri era troppo arduo e impervio. Nessuno in effetti va oltre la seconda riga del take o lancio d’agenzia e nessuna agenzia lancia ponendosi preventivamente il problema di capire cosa lancia.

I meccanismi della balla son quelli noti e usuali, da tutti accettati e praticati, quindi nessuna sorpresa o scandalo. Ma stavolta la balla è davvero clamoroso. Perché come antidoto alla balla sarebbe dovuto scattare non l’attenzione e la competenza ma almeno la plausibilità. Insomma la base del mestiere, di ogni mestiere. Possibile, plausibile che la cannabis sia pur terapeutica venga liberalizzata in una mattina senza polemiche, scontri, votazioni? Possibile in un paese che leggi di questo tipo le fugge come la peste da decenni? Un dubbio, fermarsi un attimo, domandare a se stessi: ma davvero?

Certo l’errore originario era in qualche criptico testo di agenzia di stampa. Ma le agenzie di stampa non sono il vangelo del reale e di conseguenza la trama della realtà non è quella che intessono i titoli dell’on time/on line. Eppure ci siamo fatti tutti un “cannone” mediatico: cannabis uccide in Francia e liberalizzata in Italia. Balle. Abbiamo sbagliato anche noi di Blitz, non per primi e in ottima e numerosa compagnia. Però balle erano e soprattutto resta a pieno regime la fabbrica mentale che le produce.