Blitz quotidiano
powered by aruba

Capodanno in tv mai a mezzanotte: Rai e Mediaset truccano

La foto di di Lucio Fero

Leggi tutti gli articoli di Lucio Fero

ROMA – Le cronache (Corriere della Sera a firma Giovanna Cavalli/La Stampa a firma Paolo Festuccia e Michela Tamburrino…) informano che quella dell’orologio Rai sfasato e fuori fase per “guasto tecnico” a due minuti dalla mezzanotte del 31 dicembre è una penosa più che pietosa bugia.

“Pare proprio sia stata una trovata per ingraziarsi l’Auditel e battere la concorrenza. L’anno scorso lo show di Mediaset con Gigi D’Alessio aveva bluffato sul conto alla rovescia rubacchiando 20 secondi. Stavolta Rai1 ha deciso si premunirsi, solo che si sono fatti prendere la mano. E i 30 secondi concordati (30 tali da anticipare l’anticipo di Mediaset ndr) sono diventati 40, troppi”.

Informano dunque le cronache che davanti alla tv “nessuno brinda mai a mezzanotte…stratagemmi Rai e Mediaset per assicurasi il picco d’ascolto e scaricare maggiore pubblicità…”.

Le cronache informano anche di conseguenza, di stretta conseguenza anche se non lo scrivono, che Rai e Mediaset se e quando il giochino va male, l’imbroglietto si vede, mai hanno il piccolo coraggio e la piccola decenza della verità. Dirla chiara e assumersi la responsabilità di una scelta è peccato mortale, anatema e blasfemia. Taroccare il conto alla mezzanotte del 31 dicembre per arrivare primi al rilevamento Auditel non è cosa da sbandierare e, diciamolo, ha il sapore delle presa per i fondelli dell’utenza. Però se lo fai devi avere l’onestà intellettuale professionale di ammetterlo che lo fai. E invece no, mentire, impapocchiare scuse, gusti, disguidi…E’ questo che desta pena, fa pena ancor più che l’imbroglietto in sé.

D’altra parte vige nell’ambiente un principio di coerenza. E’ passata su Rai1 in sovra impressione anche una bestemmia stampata e inviata in forma di sms. La reazione? E’ colpa del computer, dell’algoritmo che non ha individuato e bloccato la parola dioooo perché scritta con tante 0. Scaricare la responsabilità sul computer, come un venditore di mozzarelle che vendendone di rancide scaricasse la responsabilità sulla macchina imballatrice esentandosi dal dovere minimo di guardare e odorare ciò che mette sul bancone.

E se non è del computer, la responsabilità è della “struttura giornalistica” che “ha lasciato sola la struttura commerciale”. Come ci volesse una laurea in comunicazione o una qualifica professionale per sapere che porco e con quel che seguiva non deve andare in onda. E poi ovviamente la carenza di personale, i mancati o ritardati investimenti, non manca la denuncia della trama per colpire “il servizio pubblico”.

Scaricabarile informano le cronache. Peggio che scaricabarile, c’è la rivendicazione quasi orgogliosa del “non mi spetta”. Minima, ovvia e dovuta conseguenza doveva essere che il capo della struttura Rai responsabile si assumesse appunto la responsabilità e dicesse: “responsabilità mia”. Doveva essere ma non è perché la società italiana (e di questo sforzo culturale la Rai è l’Università) si è da tempo ingegnata a cancellare l’idea stessa di responsabilità a vantaggio appunto del non mi spetta.

Minima, ovvia e dovuta conseguenza dovrebbe essere che il responsabile materiale del danno e del macroscopico errore/orrore professionale venisse non certo licenziato ma rimosso sì. Rimosso da un incarico che non ha saputo gestire. Ma non avverrò, al massimo qualche giorno di sospensione e di certo la facoltà di dichiararsi vittima e capro espiatorio. Perché se lo rimuovi, se lo sposti da responsabile messa in onda sms a responsabile delle fotocopie (in Rai ci sono ancora), il sindacato insorge, grida alla discriminazione e la magistratura del lavoro sentenzia “demansionamento” da risarcire.

E’ la Rai, ma così è molta parte del paese: furbate per rubacchiare Auditel, fuga da ogni responsabilità culto dell’irresponsabilità individuale, protezione massima non del posto di lavoro o del lavoro ma protezione sempre e comunque anche del lavoro eseguito in maniera pessima e dannosa.

E comunque, ricordatevelo a Capodanno prossimo: con Rai e Mediaset (e magari qualcun altro) non si brinda mai a mezzanotte quella vera.