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Cattivi Maestri, altro che Buona Scuola

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ROMA – Buona Scuola come da propaganda governativa forse no, ma di certo scuole italiane piene, ricolme, trasudanti Cattivi Maestri. Cattivi Maestri con la maiuscola perché forse abili e competenti nelle loro materie e forse no (da come si comportano il dubbio è lecito). Di certo però Cattivi Maestri di vita, etica, responsabilità, civismo. Cattivi Maestri che insegnano, diffondono, praticano, coltivano, spargono l’ignoranza civile e la chiamano istruzione.

Già, istruzione all’astuzia, alla furberia, all’arroganza. In questi giorni stanno dando lezioni approfondite di boicottaggio e comparaggio. Mamiani a Roma, Enriques a Livorno, Chimirri a Catanzaro, Casa Sole a Milano, Balducci a Pontassieve…l’elenco è del Corriere della Sera. Segnatevele queste scuole e, se possibile, avvertite i vostri figli e voi stessi che lì è pieno di Cattivi Maestri. a farlo tutto in realtà l’elenco è sterminato, comprende poco meno della metà degli ottomila istituti scolastici italiani. Sterminato l’elenco così come è stata sterminata l’etica e la cultura della responsabilità.

Lezione, master di boicottaggio e comparaggio. Era lo scorso anno e i sindacati dei Cattivi Maestri fieramente si battevano contro il “preside sceriffo”. Volevano e ottennero che a decidere sugli aumenti salariali legati al merito non fosse solo il preside o chissà chi altro. Volevano e ottennero che a decidere fosse un comitato con dentro loro rappresentanti. Oggi che quegli aumenti legati al merito dovrebbero essere pagati i Cattivi Maestri non nominano i loro rappresentanti nei comitati che devono decidere a chi vanno pagati. I Cattivi Maestri volevano quei comitati solo per boicottarli, fin dall’inizio. E’ questa la cattedra di etica civile che detengono.

Lezione, master di comparaggio. I Cattivi Maestri boicottano i comitati, impediscono si riuniscano però fanno sapere…se i soldi da pagare si contrattano con le Rsu, con le rappresentanze sindacali scuola per scuola, allora magari…Il metodo è del tipo: non ti faccio costruire una palazzina, non ti faccio aprire un negozio, non ti faccio avere un appalto…però se a distribuire lotti, autorizzazioni e assegnazioni sono io…Il metodo è…ditelo voi che metodo è. La cosa più gentile che si possa dire è che è il metodo del comparaggio.

E la sostanza qual è? Eccola la sostanza, la bandiera, il cuore, l’ideologia dei cattivi Maestri. Tu Stato vuoi premiare in denaro la “innovazione didattica” e le “competenze”? Non puoi, non devi. Primo perché le competenze nessuno le può misurare, la bravura professionale è un’opinione astratta. Secondo, non puoi e non devi perché se si misurassero le competenze a ricevere maggior stipendio sarebbero solo i bravi. E invece somma giustizia è che i soldi siano divisi tra tutti.

Altre discipline insegnano quindi i Cattivi Maestri. Tengono lezione, master di incaglio burocratico-giuridico. Spiegano: se il governo dice che i comitati possono decidere senza i nostri rappresentanti noi abbiamo avvocati e Tar. Quindi insegnano che il cavillo appoggia e sostiene il boicottaggio.

Tengono lezione e master di corporativismo, di infantilismo sociale, di ignoranza programmatica, di difesa dello standard minimo della prestazione professionale e intellettuale. E’ questo infatti il loro welfare e la loro concezione dell’equità sociale, è questa la “garanzia” che invocano e difendono: tutti al minino della prestazione e competenza.

Non da oggi operano nella scuola italiana davvero poco buona i Cattivi Maestri. La loro pedagogia sociale, se proprio non ha direttamente prodotto, è di certo in sincrono con lo sciopero ogni venerdì di bus e metro e con il sindacalismo dei Cobas. Con la rivendicazione via sciopero di operare in aziende in perdita che erogano pessimi servizi ed è sempre colpa di qualcun altro.

In sincrono culturale con i genitori che pretendono anche loro non di insegnare ma di avere garanzia che la scuola non affatichi la prole con carico di competenze appunto. In sincrono con il ceto politico che non conosce verbi e tempi della grammatica. In sincrono con slogan politici e mood sociali che ogni giorno litigano con la logica formale. In sincrono con la desertificazione e mortificazione delle competenze per cui l’ignoranza è virtù civile.

Cattivi Maestri vennero chiamati trenta e passa anni fa alcuni intellettuali che non seppero o non vollero capire e vedere che era terrorismo e non rivoluzione. Alcuni di quegli antichi Cattivi Maestri fanno qua e là ancora danno, altri invece erano in perfetta buona fede e semplicemente sbagliarono. Ma furono, tutti insieme, dieci, cento, mille e il danno che infliggevano alla società era clamoroso, visibile, gridato.

I Cattivi Maestri di oggi sono invece decine di migliaia, il danno che infondono alla società è silenzioso, capillare, tanto invisibile quanto profondo. I Cattivi Maestri della politica e della storia predicavano allora un cattivo e sbagliato e nocivo sapere. E hanno perso. I Cattivi Maestri della scuola e della cattedra oggi predicano e praticano un’ignoranza civile ed etica. E finora hanno vinto.