Lucio Fero

Cia ci spia, fosse vero…E che deve fare, aspettare una telefonata?

Cia ci spia, fosse vero...E che deve fare, aspettare una telefonata?

Cia ci spia, fosse vero…E che deve fare, aspettare una telefonata?

ROMA – Cia ci spia, orrore e stupore, grande denuncia e grande sgomento. Cia ci spia, ce lo svela niente meno che Wikileaks. E tutta l’informazione fa mostra di grande sorpresa rispetto a notizia che più ovvia e scontata è difficile ci sia. Cia ci spia, forse anche dallo smartphone e dal televisore, perché usano le tecnologie più sofisticate. Ma dai…Neanche fossero quelli della Central Intelligence Agency un servizio di sicurezza, un’Agenzia di spionaggio e sorveglianza interna ed esterna agli Usa.

Ma l’ovvio è senza sale e al cittadino Rossi o De Sanctis fa piacere provare il gusto del doppio brividino: che la Cia sia nel suo telefonino, ha visto mai? E il brividino dell’indignazione contro gli spioni che violano…Cosa violino esattamente non è detto, ma, insomma, violano. Addirittura spiano, attività riprovevole in quanto tale come ognun sa fin dai banchi delle elementari.

Ci si fa imboccare volentieri, volentieri si abbocca alla suggestione Wikileaks o chi per loro. Cia spia. E che dovrebbe fare di grazia? Denunciare, rivelare niente meno che possano essere usati come veicolo di controllo uno smartphone o un televisore, informare il mondo che lo spionaggio si avvale della tecnologia è come denunciare e rivelare che i chirurghi in sala operatoria, orrore e repulsione, tagliano niente meno che la carne umana con il bisturi.

I cittadini Rossi e De Sanctis ovviamente possono stare tranquilli o delusi: sul tv di casa loro e nel loro telefonino la Cia non c’è. Purtroppo o per fortuna la Cia di loro se ne frega come è ovvio. L’attività di spionaggio di qualunque servizio di sicurezza (servizio segreto se preferite la terminologia) è rivolta su target che, ancora una volta ovviamente, non sono la generalità della popolazione e neanche la maggioranza della gente e neanche la cosiddetta gente in generale. Possono essere spiati diplomatici, politici, imprenditori, militari, altre spie, trafficanti, terroristi, predicatori, capi setta…Non il ragionier Colombo e il prof Lo Turco.

Ma, spento il brividino di avere l’occhio e l’orecchio segreto in casa quando guardi la partita in tv, spiare è cosa brutta e cattiva? Che devono fare la Cia e le altre Agenzie o Servizi di sicurezza di qualunque paese? Aspettare che qualcuno faccia loro una gentile telefonata con le informazioni su questo o quello? Chiedere le informazioni per lettera raccomandata?

Una poltiglia di mezzi concetti mal masticati ha prodotto una macedonia informe di sminuzzati semi pensieri. Non è cosa cattiva e brutta che la Cia e gli altri facciano spionaggio. E’ il loro mestiere. Anzi, non solo mestiere. E’ la loro funzione. Quella funzione che loro conferiamo. Democraticamente loro conferiamo la funzione e il compito della sicurezza. Chiediamo, pretendiamo  che facciano spionaggio, salvo poi come demi-vierges abboccare a Wikileaks.

La democrazia sì o no, la correttezza sì o no, i diritti e le garanzie sì o no dipendono dall’uso che i Servizi di Sicurezza fanno delle informazioni raccolte. Non dal fatto che le raccolgano. Ma anche questa ovvietà appare troppo complessa di fronte al fascino immediato dell’anti potere sempre e comunque, a prescindere. La Cia o i Servizi di Sicurezza italiani ad esempio, se stanno alle leggi e alle regole, sono o no i “nostri”? Oppure sono i “nemici”, comunque nemici perché spiano? Cia spia, fosse vero, è minaccia o garanzia?

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