Lucio Fero

Consip, vice capo Noe indagato per depistaggio contro governo Renzi. Una notizia…contro corrente

Consip, vice capo Noe indagato per depistaggio contro governo Renzi. Una notizia...contro corrente

Consip, vice capo Noe indagato per depistaggio contro governo Renzi. Una notizia…contro corrente (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Consip, quell’indagine partita dalla Procura di Napoli e che aveva come oggetto iniziale eventuali tangenti e corruzioni varie intorno agli appalti mediati appunto dalla Consip. L’oggetto iniziale dell’indagine però velocemente sfuma e degrada sullo sfondo, l’indagine Consip diventa in breve un’indagine di fatto contro il governo Renzi e contro i Renzi.

Da opportune e calibrate “fughe di notizie” arrivano in presa diretta ai giornali (a qualcuno più che ad altri) tutti i particolari e le circostanze che fanno sospettare anzi incastrano, collegano, inguaiano in particolare Tiziano Renzi, padre di Matteo Renzi.

Poi, mentre la cavalcata delle accuse sembra travolgente, l’inchiesta finisce in parte alla Procura di Roma, per ovvia competenza. E qui succede qualcosa che ha dell’incredibile. I magistrati della Procura di Roma si accorgono che la relazione investigativa del capitano Scafarto, capitano dei Carabinieri del Noe incaricato dalla Procura di Napoli delle indagini Consip, è “farlocca” in almeno quattro punti.

San raffaele

Quattro punti chiave. Non è vero, come c’è scritto che, intercettato, l’imprenditore sospetto di mazzette abbia detto di aver incontrato Tiziano Renzi. E’ l’ex parlamentare Bocchino che dice di aver incontrato Matteo Renzi. Ma le “orecchie” del Noe capiscono male e scrivono peggio.

Non è vero che uomini dei servizi segreti controllavano gli uomini del Noe che indagavano, certezza messa nero su bianco da Scafarto e da lui non cancellata neanche dopo l’accertamento che gli “uomini dei servizi segreti” erano comuni cittadini che abitavano nella strada dove il Noe si appostava.

Non è vero, come scrive Scafarto che “Palazzo Chigi mise in atto ogni mezzo per difendere gli interessi della famiglia…” appunto attraverso ostacoli alle indagini.

Scafarto, interrogato dai magistrati di Roma, ha sempre detto di aver riferito tutto ai suoi capi dentro e fuori del Noe, soprattutto alla Procura di Napoli. E, di fronte alle domande dei magistrati perplessi dai suoi tanti “errori” , ha detto, testuale, che “erano scelte investigative”.

In questo Scafarto è stato preciso, la “scelta investigativa” era quella di incastrare i Renzi, padre e figlio. E di conseguenza inguaiare il governo. Scelta investigativa commissionata, demandata al Noe che diligentemente eseguiva. Al netto della singolarità per cui il reparto operativo per la difesa dell’ambiente dei carabinieri si occupa di tangenti e corruzioni, emerge con tutta evidenza un concreto progetto di far saltare un governo condotto per mezzo di un’indagine giudiziaria. Corredato da un fornire notizie, anche “aggiustate”, alla stampa. Circostanza sulla quale è in corso ora un’inchiesta.

La  cosa diventa notoria ma non turba né affascina più di tanto. Né le cronache, né la pubblica opinione. Ora arriva la notizia che il capo di Scafarto, il colonnello Alessandro Sessa, vice comandante del Noe, è indagato per depistaggio. L’ipotesi di reato è niente meno che depistaggio. Se fosse vera, se fosse provata, il colonnello avrebbe scientemente mentito. E la somma delle bugie del Noe, e di chi le aveva commissionate, costituirebbe un depistaggio ai danni del governo Renzi.

Anche questa notizia, come quella degli “errori-scelte investigative” di Scafarto,  ha i timbri della realtà, ma anche questa non scalderà più di tanto. E’ una notizia…contro corrente. Non va contro il governo, quindi…insomma, non vale.

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