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Ditta “Trucco Contatori Luce”: rubiamo 80%. Boom di clienti

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ROMA – Una ditta, praticamente un’azienda. Ragione sociale: truccare i contatori della luce. Proposta commerciale: noi rubiamo all’Enel e/o agli altri fornitori di energia elettrica l’ottanta per cento delle bollette e tu, diventato nostro cliente, ci paghi con una una tantum di circa 600 euro. Slogan: ti tagliamo la bolletta dell’ottanta per cento una volta e per sempre. E il servizio lo paghi una volta sola.

Marketing e politica tariffaria accurato e attenta: 600 euro era il prezzo del servizio per un privato, una famiglia. Ma se il cliente è un’azienda che di energia elettrica ne consuma tanta, allora la ditta imbroglia bollette prendeva una percentuale fissa sui soldi rubati all’Enel e/o agli altri fornitori di energia.

Campo d’azione della ditta La bolletta te la taglio io era la Sicilia, la Sardegna, la Toscana, il Veneto, il Piemonte. Prossima apertura di attività nel Lazio. La ditta La Bolletta te la tarocco e taglio io si avvaleva di tecnici e operatori del mestiere in grado in lavorare come si deve sul contatore, gente che sa di elettronica e informatica, mica come si faceva una volta con la zeppa o con la pellicola fotografica.

Tecnici sul terreno e pianificatori, perché la ditta La bolletta te la imbroglio io ricalcava la sua rete d’azione su quella dell’Enel, o almeno questa era l’ambizione industriale.

Di una cosa la ditta Imbroglia Sulla Bolletta, La Truffa Paga non aveva gran bisogno. La ricerca clienti. Bastava un minimo e soffuso passa parola ed era ovunque boom di richieste. Ovunque si manifestasse la ditta Freghiamo Sulla Bolletta non aveva certo l’handicap sul mercato dell’illegalità. Dell’illegalità i clienti erano insieme consapevoli e indifferenti. L’unica cosa che i clienti chiedevano era la perizia tecnica, l’abilità nella truffa.

Una storia italiana contemporanea, insieme un esempio di imprenditorialità e cittadinanza.