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Trump, Le Pen, Brexit…Di Maio. Immagina se succede

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ROMA- Trump Donald, immagina se a novembre diventa presidente degli Stati Uniti e a gennaio si insedia alla Casa Bianca. Almeno un po’ del suo programma di cacciare dagli Usa 14 milioni di immigrati, di costruire un muro con il Messico che quello di Berlino era una caccola, di vietare l’ingresso negli Usa ai musulmani sospetti, sospetti a naso e a occhio, di mandare un qualche decina di migliaia di soldati americani in Siria, Libia, insomma da quelle parti là a far sparire in un mesetto Isis e soci, di proteggere frontiere e merci americane da umani e merci straniere…almeno un po’ del suo programma Trump presidente lo farebbe davvero.

Quindi immagina, roba da far sembrare Bush che andò a creare il gran casino iracheno un prudente pacifista e Reagan un socialdemocratico in politica economica.

Immagina che nello stesso anno Marine Le Pen diventi presidente della Repubblica francese. E attui anche lei almeno un po’ del suo programma: frontiere francesi chiuse a stranieri, Francia protezionista nel commercio anche con l’Europa. Anzi Francia che si propone e lavora a scioglierla questa Europa, Francia che si oppone ad ogni decisione comunitaria della Bce di Draghi (Draghi che finisce il mandato nel 2018). Francia che lavora e aspetta la fine della moneta unica. Francia che entra in costante conflitto, conflitto programmatico, con ogni istituzione e paese europeo.

Immagina anche che un semestre prima o giù di là del Trump regnante la Gran Bretagna abbia di fatti smesso di essere “Gran”. La maggioranza degli inglesi ha votato per la Brexit, per l’uscita del paese dalla Unione Europea e subito dopo gli scozzesi hanno chiesto un referendum per separarsi a loro volta e lo stesso hanno fatto gli irlandesi. Immagina frontiere che si scompongono, interessi che confliggono, denari che vanno in fumo per ansie ed instabilità che vanno a diventare seconda pelle della gente.

Immagina che nel frattempo per molto tempo la Spagna sia rimasta senza governo, già perché dopo il successo di Podemos nessuno un governo lo ha potuto fare e in Spagna si è rivotato e ancora non c’è possibile maggioranza di governo perché senza Podemos maggioranza non c’è ma Podemos che maggioranza non ha non si allea con nessuno per definizione (ricorda qualcosa?).

Immagina che la Turchia abbia compiuto il suo percorso la cui stazione finale è un regime autocratico e confessionale, insomma una teocrazia in cui il sommo sacerdote è il Grande Premier. E che la Russia abbia accentuato se possibile l’integrazione tra la mafia russa e l’apparato di governo. Con consenso popolare ovviamente perché il popolo vede che almeno il sistema integrato mafia-potere funziona. E che i paesi di quel che era l’Europa dell’Est, chi più chi meno, abbiano proseguito nel loro rigetto di questa per loro aliena cosa che era ed è il sistema democratico. L’Ungheria si è portata avanti, la Polonia e la Repubblica Ceca però hanno coronato l’inseguimento: libertà stampa e opinione e magistratura indipendente non ci sono più…

Immagina che anche la Germania, perché no, sia pure da ultima abbia avuto e stia avendo un sussulto di nazionalismo e di reazione. Un sussulto nella forma di addio, basta Merkel al governo e governo non proprio a quelli di AdF che sono pur sempre una minoranza ma governo a uno di centro destra che ha una gran voglia di sganciarsi economicamente e politicamente dai paesi del Sud Europa e una gran voglia di chiuderla questa storia della Germania accogli immigrati.

Immagina che a furia di accalcarsi sotto i reticolati, prima o poi li sfondino in massa, immagina che prima o poi qualcuno in qualche divisa gli spari.

Immagina che qualche Stato, si fa per dire, dell’Africa detta sub sahariana diventi la terza, quarta base Isis e quindi altri scappino, a centinaia di migliaia se non a milioni.

Immagina che gli indonesiani ce l’abbiano quasi fatta a bruciare tutte le loro foreste e che qualche decina di milioni di brasiliani ce l’abbia fatta a tornare in povertà. Immagina che i cinesi non ce la facciano a contenere qua e là nel loro paese il danno, anzi la catastrofe ambientale.

Immagina, in piccolo, che in qualche ballottaggio diventi presidente del Consiglio italiano un Di Maio. E che quindi sia salario di cittadinanza per tutti in che moneta si vedrà e referendum a pranzo per scegliere se parmigiano o pecorino sulla pasta e referendum di incrocio al pomeriggio per decidere il tempo dell’arancione sul semaforo e referendum alla sera per stabilire se la birra in bicchieri da 33 centilitri o mezzo litro…

Immagina…non succede, non tutto almeno, ma se succede…Succede che hai nel giro di un paio di anni un mondo, un pianeta pronto, predisposto, quasi voglioso di ogni genere di conflitto e scontro: economico, commerciale, sociale, razziale, religioso e anche militare. Un mondo, anche qui, anche l’Europa, anche casa tua. Con un sentito grazie ma anche con un saluto alla pace irreversibile in cui viviamo da solo 7o anni. Ma non era un diritto acquisito? No, tutt’altro. Ci si può rinunciare, liberamente. Basta un voto qui, un’elezione là…