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Fornero, la figlia su Corriere della Pera, i 10 euro a pezzo

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ROMA – Elsa Fornero, la sua firma in calce alla legge più votata in Parlamento (la votarono quai tutti ma quasi tutti fanno finta di dimenticarlo) e più odiata tra la gente. La legge che alzava l’età per andare in pensione. Un paese abituato ad andare in pensione a 58/59 anni in media si trovò d’improvviso a non poterci andare prima dei 63/64 anni di età (sono le età medie di fatto in cui si andava e si va oggi in pensione in Italia prima e dopo la legge Fornero appunto, le età medie, quelle di legge erano e restano limate da robuste eccezioni).

Era la fine del 2011 e lo choc non è stato ancora assorbito, il rimpianto per quando si andava in pensione prima è tutt’altro che spento. Vive e lotta nella pubblica opinione e nei partiti e sindacati sotto forma di richiesta di eccezioni, eccezioni, eccezioni alla regola dei 66 anni di età. Non era abituato il paese, non si è rassegnato. Di conseguenza sulla Fornero si è coagulato un rancore, un astio che si può definire d’istinto e di massa. Perché l’intero paese era certo che in Italia non sarebbe mai successo che si alzava l’età per andare in pensione. L’istinto guida la pubblica opinione a intuire che, fosse la cosa rimasta in mano ai partiti, magari l’Italia avrebbe fatto bancarotta, magari non ci sarebbero stati i soldi per pagarle le pensioni, ma a 58 o giù di lì tutti in pensione. Quelli “bravi”, anche prima.

Sì, certo l’errore grave degli esodati dalla Fornero mal calcolati (e poi da tutti gli altri allegramente gonfiati, gonfiati fin quasi a far coincidere la condizione di esodato con quella di chi voleva andare in pensione a 59 ani e gli toccava andarci a 64).  Sì, certo il blocco delle rivalutazioni e quelle lacrime ministeriali che non erano ipocrite ma risultarono urticanti e fuori luogo. Ma la vera inesauribile e veemente fonte di rancore, astio e anche più verso la Fornero è aver alzato l’età per andare in pensione.

Conti alla mano e a mente fredda si può documentare come l’innalzamento dell’età sia proprio quella cosa che consente di avercela una pensione, altrimenti chi e con cosa e paga le pensioni che durano 30 anni? Conti alla mano e a mente fredda si può documentare come ci sia poco di giusto e di utile in una popolazione che si ritira dal lavoro a neanche 60 anni (magari rientrando un po’ a nero). Conti alla mano senza quell’età più alta per andare in pensione, all’ospizio sarebbe la finanza pubblica italiana. Ma alla gente non piace fare i conti e non ama mente fredda: Fornero mi manda in pensione cinque anni dopo che avevo previsto, Fornero mi rovina la vita…In questo lago di rancore, in questo fiume di lava ancora caldo di astio, Matteo Salvini naviga. E non esita a assemblare rancore e astio in odio: “Sono qui sotto casa Fornero, meno male che lei non c’è, mi prudono le mani”.

Ma non sulla legge buona o cattiva e neanche sulla campagna anti Fornero di Salvini si accende l’attenzione leggendo l’intervista ad Elsa Fornero di Francesco Merlo su La Repubblica. Tutto questo è noto. Non lo era, almeno per noi, la storia del Corriere della Pera, sito sul quale si è letto che la figlia della Fornero, 39 anni, era già in pensione. Dice Merlo: “La bufala sui social è diventata notizia, poi indignazione, infine insulto, decine di miglaia di condivisioni, rabbia, violenza…”. Come, io no in pensione e la figlia di quella che me l’ha tolta la pensione da sotto le mani, in pensione ci va a 39 anni? Rabbia, odio.

Risponde la Fornero: “Inutilmente qualcuno ha fatto notare che non è vero e neppure verosimile. Ci credono lo stesso. Devo mandare una lettera di smentita al Corriere della Pera..?”. Non servirebbe, a niente. Ogni criterio di plausibilità è stato abbandonato e travolto. Si mette in rete quel che credibilmente si immagina piaccia e possa avere grosso pubblico. Non c’è dubbio che una figlia della Fornero, pensionata anche immaginaria a 39 anni, piaccia e abbia pubblico come target. Un Higuain drogato? Perché no? Un Putin in realtà donna? Una Boschi che da giovane andava alle cene di Arcore? Perché no? Dall’altra parte dell’Oceano è pieno di gente che crede Obama non sia americano e che la Terra abbia seimila anni. Perché non scrivere, scambiarsi, confermarsi su social quel che ci piace pensare e anche odiare?

Non servirebbe, non serve a nulla spiegare, documentare che la figlia Fornero pensionata a 39 anni non esiste e neanche potrebbe esistere. Diranno che la negazione è essa stessa la prova che in realtà esiste.

E c’è un altro pezzo dell’intervista su cui fermarsi un momento: “Giornalisti, credo di aver capito che solo la polemica vi attira. Un suo giovane collega mi ha detto: ci pagano 10 euro a pezzo e accettano l’articolo solo se è polemico”. No, qui la Fornero si sbaglia di grosso, quel che lei chiama “polemica e polemico” viene pagato sia  il pochissimo di 10 euro a pezzo sia decine di migliaia di euro a serata. E’ sempre la stessa merce, la sua qualità e natura non è definita, obbligata dal prezzo. I dieci euro a pezzo possono essere ingiustizia ma non certo alibi. Se l’acme della professione e della professionalità è individuato nella capacità di indurre uno a mandare a fanculo un altro, se la responsabilità di chi informa è nulla anche di fronte all’inverosimile e improbabile, se la nozione e competenza su ciò di cui si parla è optional, anzi ingombro, allora, dieci o diecimila euro, sarà sempre più irresponsabile fabbrica di Fornero figlie pensionate a 39 anni. E non solo sul Corriere della Pera