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Erdogan tweet contro, 4 anni galera. Per chi Italia regime..

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ROMA – Erdogan, premier turco: se gli fai un tweet contro vai a processo con il rischio di quattro anni di galera. E non è teoria, il rischio della galera lo sta concretamente correndo Hakan Sukur di mestiere calciatore ma che ha osato impicciarsi di politica laggiù in patria dove tale attività non fa bene alla salute. Un tweet può costare anni di galera vera, in Turchia. E allora?

Allora non so voi ma la notizia è tutta da dedicare a quelli che ogni giorno l’Italia è un regime, la democrazia è morta, il golpe è la regola, la libertà agonizza, i diritti sono zombie…

Non so voi, ma non se può più. Possibile che ogni cosa che accada in Parlamento sia dichiarata “gravissima” dalla parte che non la fa accadere e viceversa? Possibile che ogni legge o ipotesi di legge sia incostituzionale visto che non manca mai il ricorso alla Corte Costituzionale da parte di chi la legge non gli piace e la dichiara quindi niente meno che contro la Costituzione?

Possibile che i governi siano solo frutto di oscuri complotti e golpe? E’ la tesi straordinaria, anche se ci abbiamo fatto il callo come fosse minimo rumore di fondo, di Berlusconi e Grillo? Possibile che ogni ipotesi di nuova legge elettorale sia attentato alla libertà di voto? Possibile che ogni atto dell’opposizione sia tradimento e sciagura per chi governa e ogni atto di governo sia dittatura e infamia per chi sta all’opposizione?

Si esagera, si recita, si sceneggia. E si fa quotidiana professione e predicazione di maleducazione civica e civile. Il bullismo politico è la regola della comunicazione politica. E, come accade per il bullismo in senso proprio, chi lom pratica esclusivamente e a lungo significa non che sia forte e pieno di ragioni ma debole e vuoto di argomenti e pensieri.

Ci sono paesi nel mondo neanche tanto lontani in geografia dove gli oppositori li fanno sparire. Ci sono paesi come la Turchia dove critichi il premier e vai in galera. Questi sono regimi e dittature, altro che l’Italia. Italia sempre più simile a un circo, sempre più somigliante all’Italia delle meraviglie di Crozza che ad una ispida fortezza infarcita di segrete e segreti. Ci vorrebbe un bagno di realismo che riporti tutto e tutti alle giuste proporzioni. Ma, ad immergerli nella realtà, buona parte del ceto politico e della pubblica opinione ne uscirebbero polverizzati, dissolti, evaporati.