Lucio Fero

Falcone e Montanari: a sinistra-sinistra piccoli Di Maio e Di Battista crescono

Falcone e Montanari: a sinistra-sinistra piccoli Di Maio e Di Battista crescono

Falcone e Montanari: a sinistra-sinistra piccoli Di Maio e Di Battista crescono

ROMA- Falcone e Montanari, Anna Falcone e Tomaso Montanari per la precisione e per l’anagrafe. Sono entrambi l’anima e la mente (non ancora la faccia e l’immagine ma date ai media tempo e lo saranno presto) della sinistra-sinistra che “è vera sinistra e lo vedrete alle elezioni”.

Alla prima, alla Falcone hanno chiesto quale fosse l’obiettivo politico. Risposta: “Il superamento delle disuguaglianze e ingiustizie”. Sì, ma un po’ più in concreto? “La lotta al Pd che è partito di destra e della destra”. Ah, ecco, in effetti così è più chiaro.

In assemblea nazionale cui hanno invitato Giuliano Pisapia (che non è andato per precedenti impegni) Falcone e Montanari e i convenuti hanno spiegato che Pisapia è appunto il massimo lontano dalla sinistra vera e pure dove possono spingersi. Non è destra per loro Pisapia, però…Però poco ci manca. E poi Pisapia ha un peccato originale: ha votato Sì al referendum. E questa secondo la nascente e rimontante (giurano) sinistra non si cancella. E’ macchia grave, quasi indelebile. Se proprio vi ha da essere una guida (la parola leader è di destra) non può essere Pisapia. Magari Saviano o Rodotà o Bersani. Ma Pisapia è…l’ala destra dello schieramento.

Schieramento che ha avuto la benedizione di Antonio Ingroia che propone alleanza ovviamente per la Costituzione e che dovrebbe allineare e unificare vasta brigata: Bersani, Speranza, D’Alema, Fratoianni, Civati, Rizzo, Landini, Fassina, Camusso…Allineamento in corso ma che funziona solo in due circostanze (in tutte le altre la sinistra più sinistra che c’è è una…casa delle libertà).

La prima e fondamentale linea di allineamento la si ritrova quando si domanda (sondaggio riportato dal Fatto Quotidiano e citato da Paolo Mieli sul Corriere della Sera) a militanti e “quadri” della sinistra-sinistra con chi pensano sia necessario e utile stringere accordi politici. La risposta è per il 62 per cento netta e chiara: l’alleato ideale è M5S di Grillo.

La seconda linea di allineamento è la lotta dura e senza paura al Pd. Nella convinzione, anzi certezza che il Pd stesso e non solo Renzi sia ormai usurpazione. Bersani e Speranza e D’Alema e tutti quelli che hanno fatto scissione sono certi ci siano milioni di voti che erano del Pd ed ora sono “dormienti”, non sono più voti Pd e aspettano solo arrivi una lista di vera sinistra. E la garanzia che sia sinistra vera è la certezza di essere contro il Pd. Per cui Pisapia e Prodi possono tentare o sognare di federare o incollare quello che gli pare, basta che sia un quel che gli pare contro e non in collaborazione con il Pd.

Tirando le somme e sommando mele con pere, cioè voti veri e voti immaginari, la sinistra-sinistra che più sinistra non c’è annuncia a se stessa che se fosse tutta unita a fianco di M5S e contro il Pd da Prodi a Falcone-Montanari appunto potrebbe arrivare al 16 per cento dei consensi. Nel conto ovviamente i voti “dormienti” che la sinistra-sinistra si auto assegna a tavolino. Loro stessi però sulla base dei voti reali si assegnano obiettivo e traguardo massimo il 6 per cento, il 6 e non il 16.

Ma si vedrà quando si voterà, si vedrà se sta nascendo quel che Mieli ricorda nel suo articolo, e cioè un nuovo Psiup, un altro Partito scomparso in un pomeriggio. Quel che invece già si vede con parole e pensieri e azioni e anche cultura e valori politici degli emergenti Montanari e Falcone è che…piccoli Di Maio e Di Battista crescono.

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