Lucio Fero

Dieta fobica, farci morire un figlio: sacrifici umani alla religione alimentare

Dieta fobica, farci morire un figlio: sacrifici umani alla religione alimentare

Dieta fobica, farci morire un figlio: sacrifici umani alla religione alimentare (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Dieta fobica, fobia dell’assunzione di certi cibi e certe sostanze alimentari, fino a farci morire un figlio di dieta fobica. L’ultima drammatica vicenda arriva dal Belgio dove una coppia di genitori in nome del no glutine e no lattosio ha portato alla morte il loro figlio di sette mesi, morte per fame e disidratazione. Dal Belgio l’ultimo anello di una catena di bambini sacrificati ad una ideologia fobica, catena per fortuna per ora non lunghissima, relativamente pochi i casi. Ma la catena si allunga perché l’ideologia si estende, pretende spazio, perfino dignità.

L’ideologia che alcuni cibi siano “impuri” e che chi li assume faccia il male del mondo e denoti quindi facendolo anche la sua “impurità” e “dannosità” ha ormai colonizzato parte non indifferente del mondo animalista e di quello vegano. Ideologia è ovviamente non quando si decide di non mangiare carne o nessun alimento che provenga da essere vivente. Questa non è ideologia, è libertà. Diventa ideologica ossessione quando la scelta alimentare nella testa di chi la pratica assume il valore che nelle religioni è dato dal confine tra fedeli e infedeli.

San raffaele

Il cibo, il tipo di cibo rifiutato, non è più qualcosa che si decide di non assumere, diventa il male, il veleno del mondo. E non c’è prezzo che il fedele, il vero e retto umano timorato del bene, non possa e debba pagare perché non avvenga la purificazione dal male. Le pseudo convinzioni naturiste, le posticce estremizzazioni naturiste, la superstizione travestita da new scienza in materia alimentare sono contorno, hanno la funzione dei precetti-comandamenti nelle religioni. Percorsi, prescrizioni, riti. Il fulcro è altro: per accedere alla purezza e purificazione nessuna umana e terrigna circostanza può fare da remora nel cammino.

Quando il dio della Bibbia chiede di sacrificare il figlio, il profeta sta per obbedire, non ha dubbi. E non ha dubbi il sacerdote sulla piramide. E allo stesso modo, con lo stesso percorso culturale, non hanno dubbi i genitori che ai loro figli non danno, ad ogni costo non danno il cibo che ritengono impuro. Non cercano la salute dei loro figli, cercano la loro salvezza. Sono, come quello accaduto in Belgio, sacrifici umani alla religione alimentare.

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