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Fertility Day, ma si può essere (al Ministero) più…sciocchi?

La foto di di Lucio Fero

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ROMA – Fertility Day, una meravigliosa storia italiana di fertile e prolifica inadeguatezza. La prima volta, la prima campagna, quella della Grande Clessidra che intimava la sveglia alle donne non ancora incinte. Sbrigatevi diceva la Clessidra, il tempo passa e voi andate in menopausa…non c’è che dire, un esempio di eleganza, sensibilità, buon gusto, arguzia…

Roba da far venire voglia di domandare, scusi chi è l’autore, quel gran professionista a capo e ideatore di una campagna di comunicazione così ben calibrata e riuscita? Infatti Renzi capo del governo diceva di non saperne nulla e chi gli faceva anche un po’ schifo e Lorenzin, ministra della Salute, un po’ si scusava con l’opinione pubblica, molto si irritava e chiudeva il contratto.

Già, era un contratto con una agenzia di comunicazione (complimenti) esterna. Una agenzia che il Ministero della Sanità aveva comunque ingaggiato e pagato. Ma ora dei preziosi contributi della suddetta agenzia si faceva a meno, sanato l’errore si poteva ricominciare con una azzeccata, precisa, elegante, dosata campagna per il Fertility Day.

E infatti appare il secondo manifesto. A cospetto del quale quello della clessidra era un capolavoro di misura e gentilezza. Stavolta hanno preso due foto, una da una pubblicità di cure dentarie, l’altra da un opuscolo di Scientology. Nella prima foto ci sono i “buoni” che sorridono, in realtà mostrano i denti candidi per la pubblicità. Nella seconda foto i “cattivi”, capelli crespi e neri di pelle, che fumano, bevono e…Il manifesto del Fertility Day sovrappone le due foto e le battezza rispettivamente: buone abitudini e cattivi compagni. Sottinteso, ma questo è il messaggio: se fai l’amore con quelli bianchi e puliti, bei figli. Se vai a letto con quelli sporchi e scuretti invece…Invece cosa? I figli vengono brutti o non vengono proprio?

Ma il meglio della storia è che della campagna 2 Fertility Day dopo il “licenziamento” dell’agenzia esterna si è occupata la struttura interna al Ministero della Comunicazione. La cui responsabile, informano le cronache, dopo il manifesto dei bianchi e dei neri è stata rimossa dalla Lorenzin (rimossa perché licenziare nella Pubblica Amministrazione mai e poi mai si può).

Ora non è importante la sanzione, importante è la storia in sé, quel che rivela. Rivela che nella Pubblica Amministrazione, in particolare al Ministero della Sanità (ma non c’è ragione per dubitare che sia così anche altrove) esistono uffici, persone, strutture, umani in carne e ossa dotati di qualifiche, incarichi e stipendi in grado di concepire e attuare l’idea che per fare un manifesto la migliore trovata sia andare a scopiazzare una foto spot di dentisti e un’altra di opuscolo. Dunque esistono uffici, persone, strutture, qualifiche…che concepiscono e praticano il più banale dei copia-incolla come massimo della creatività e professionalità.

E poi la storia rivela che queste persone, strutture, qualifiche, dirigenti, operatori, uffici, incarichi e stipendi dopo il pubblico e notorio incidente della campagna 1 del loro Ministero (quella della clessidra) sono così attenti, consapevoli, informati, esperti appunto di comunicazione da…rifarci come se niente fosse.

Ecco quel che rivela la storia: anche l’elementare buon senso avrebbe consigliato a qualunque profano di andarci piano con il manifesto due dopo il gran casino dl manifesto 1. Ma la professionalità, si fa per dire, che abita negli uffici del Ministero non ce l’ha fatta. Non uno o una, ma un team. Questa è la nostra Pubblica Amministrazione, in carne e ossa, uomini e donne vere. Si può essere più…sciocchi?