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FI-Cgil Carta Lavoro a 4 mani. Verdini sporca Brunetta sana?

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ROMA – Forza Italia e Cgil si sono incontrate al massimo livello, il partito di Berlusconi aveva in delegazione Renato Brunetta capogruppo alla Camera, il sindacato di sinistra-sinistra la stessa segretaria Susanna Camusso. Riferiscono le cronache (Mattia Feltri su La Stampa) di reciproci complimenti per “l’intelligenza” e gli “argomenti” portati da entrambi. Portati a demolizione e ludibrio del Jobs Act, la legge voluta da Renzi sul mercato del lavoro.

E fin qui…il Jobs Act ha sempre fatto schifo sia a Forza Italia che imputa alla legge di aver lasciato le cose come stavano per pavidità politica, sia alla Cgil che alla stessa legge imputa di aver stravolto e travolto i diritti dei lavoratori per politica incontinenza. Del Jobs Act l’uno dice nero, l’altro dice bianco ma nella politica italiana non conta esser d’accordo, conta avere un nemico comune. E Forza Italia e Cgil ce l’hanno: Renzi. Fin qui…

Ma si è andati oltre, molto oltre. La Cgil lavora e cerca di far sottoscrivere una Carta Universale del Lavoro. Forza Italia ha promesso che si impegnerà in Parlamento a farne mettere in calendario la discussione e che aiuterà in ogni modo la Cgil nella campagna per la Carta. Una Carta del Lavoro che possa star bene sia alla Cgil che a Forza Italia, sia ai figli legittimi e diretti del “salario variabile indipendente” sia ai padroncini e neanche tanto “ini” del “qui in azienda il sindacto non entra? Pare di sì che si possa scrivere quasi a quattro mani. Basta sia una Carta del Lavoro…contro Renzi. Se c’è questa base di partenza, allora il resto seguirà.

Infatti Renata Polverini ha commentato dopo incontri e scambi che la “Cgil è più moderna” del governo. E Brunetta ha sentenziato: “Renzi passa, i sindacati restano”.

Da segnalare il silenzio assorto degli Speranza, Bersani, Cuperlo e tutti quanti nel Pd si fanno il segno della croce ogni volta che sentono il nome o vedono la sagoma di Denis Verdini. L’uomo con cui incontrarsi di persona, di voto in aula ma anche in effigie inquina e sporca il Pd. Gli Speranza, i Bersani, i Cuperlo vigilano e alzano la voce ad ogni avvicinarsi di Verdini (non però quando Verdini votata per il governo Letta). Non così si allarmano quando si avvicina Brunetta che, evidentemente, per la sinistra Pd non inquina  neanche contagia, magari sana.