Lucio Fero

Gasparri: C’è vita su pianeta destra, Silvio studia Internet

Gasparri: C'è vita su pianeta destra, Silvio studia Internet

Maurizio Gasparri con Silvio Berlusconi (foto Ansa)

ROMA – “C’è vita sul pianeta destra…”. Anche al tempo del Renzi sì/Renzi no e quasi tutta la politica finisce lì, anche al tempo di M5S che cresce che cresce e che forse alla fine sgambetta Renzi o Renzi che alla fine forse manda M5S a sbattere faccia a muro, anche al tempo che sembra e forse è davvero degli altri…”c’è vita sul pianeta destra”. A vederne segni e manifestazioni, a scrutarne habitat ed evoluzione, a tastarne i battiti e seguir le tracce, a misurar che vita c’è e quanto può diventare forte o al contrario restare nana, a tutto questo si va con una guida che il pianeta destra lo abita da decenni: Maurizio Gasparri vice presidente del Senato. Prima il Msi, poi An, oggi e da tempo Forza Italia.

Comincia con un sorriso Gasparri, con tono lieve e anche scanzonato, un po’ per carattere e molto per sdrammatizzare le cronache e la narrazione sulla destra che fu berlusconiana oggi alla diaspora e all’annichilimento. “Berlusconi sta studiando Internet, sta lì, si applica, davvero. Con caparbietà e tenacia vuole diventare bravo pure lì”.

E’ questo il segno di vita? Al di là della simpatia/tenerezza che fa l’ottantenne Berlusconi che prova a smanettare, la vita sul pianeta destra è ancora solo e soltanto la sola luce che viene dall’unico sole, la vita è aspettare che Berlusconi risorga e risorga e risorga e torni a far miracoli?

“La vita sul pianeta destra può essere nascosta, guarda un po’, proprio in quel listone unitario per le elezioni. A noi questo punto dell’Italicum, della legge elettorale targata Renzi, non piace. Non ci piace il premio di maggioranza alla lista. Continuiamo a pensare che sia meglio il premio alla coalizione. Premio in seggi alla lista o alla coalizione che prende più voti? Probabilmente Renzi non schioderà dalla sua idea e dal testo attuale che prevede premio alla lista. Lo fa per evitare il riformarsi a casa sua di un circo modello coalizione Ulivo e i suoi governi. Fino a che potrà Renzi non schioderà, ma stai a vedere che alla fine il listone unico rianima proprio la destra…”.

“Può succedere proprio così, non solo perché i sondaggi (vatti a fidare però dei sondaggi) oggi dicono che in una lista unica Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia raccolgono più voti della somma delle tre liste. Può succedere perché un listone unico, ammesso che si riesca a farlo, può generare energie nel pianeta destra. Cento collegi, cento capilista, ma anche cento secondi e terzi in lista che campagna elettorale la fanno davvero…”.

La vita sul pianeta destra in un “aiutino” da meccanismo elettorale?

“Aiutino qui, aiutino là…Ma la vera vita sul pianeta destra, che ancora c’è e in tutta Europa, è nella domanda dell’elettorato di sicurezza, stabilità, affidabilità. E’ questo il tempo che ogni volta che si vota una quota consistente dell’elettorato in Grecia, Francia, Polonia, Spagna vota contro, vota per i partiti e le formazioni dell’anti tutto. Una quota consistente…ma ovunque o quasi una quota più consistente dell’elettorato vota per il partito che al dunque dà maggior sicurezza e promette meno avventura. In forme diverse è successo appena ieri in Francia e Spagna. Insomma in Italia tutto o quasi sembra vento che spira nelle vele M5S. Ma al dunque, quando si tratterà di votare per un governo nazionale, davvero i più vorranno mettere in mano a M5S l’economia del paese, il portafoglio collettivo dell’Italia e quello individuale di ciascuno? O non scatterà un effetto responsabilità e sana prudenza? Scatterà, molto probabilmente scatterà. Il problema per noi è se a beneficiare di questo effetto sarà Renzi oppure uno schieramento di sana e credibile destra”.

Già, Renzi. Dovrebbe beneficiarne lui di simile e consimili effetti. Berlusconi tolse l’Ici e ci vinse un’elezione. Renzi toglie la tassa sulla prima casa…però sembra all’elettorato non fare un baffo. Renzi ha dato gli ottanta euro e quelli hanno funzionato anche elettoralmente. Mentre niente tasse su prima casa, altri 80 euro ad altre categorie, centinaia di migliaia di nuovi contratti di lavoro stabili, consumi d’un filo ma cresciuti non sembrano giovare a Renzi. A regola un premier in carica se incoccia una ripresa economica anche lieve 2016/2017, allora non ce n’è per nessuno quando si vota nel 2018.

“A regola…E infatti Renzi ha seguito la regola. Mi hanno raccontato la delusione di Renzi perché l’opinione pubblica non si filava il taglio delle tasse sulle imprese, allora disse che tagliava, anzi toglieva, cassa su prima casa per tutti così che nessuno poteva non accorgersi. Ma la regola non scatta in pieno per Renzi. Arranca, ristagna. Forse perché ha ferocemente contro una parte non piccola della sinistra che lo considera un usurpatore”.

La vita sul pianeta destra è quindi l’anti renzismo diffuso?

“No, quello magari è il terreno da coltivare, non l’ossigeno da respirare. La vita è la voglia e il bisogno di un governo vero e serio e non di sinistra”.

Vero, serio, affidabile, che rassicuri, che colga al momento giusto gli effetti del dubbio del che succede se vince M5S…Voi tutto questo lo realizzate e lo comunicate con Matteo Salvini candidato premier?

“Matteo Salvini è un fior di candidato premier. Non però di una destra che voglia essere votata anche da chi non rischia, tentato, il voto per Grillo e anche da chi in altre circostanze avrebbe votato Renzi. Salvini non lo discuto e non certo qui. Mi pare però di poter dire che con Salvini candidato e leader alle elezioni rischiamo grosso di arrivare terzi, magari secondi al primo turno e quasi certamente secondi, cioè sconfitti, al ballottaggio. I sondaggi indicano le tendenze e la tendenza è: se andassimo come destra unita al ballottaggio con il Pd di Renzi, la sinistra ostile a Renzi e un po’ di M5S vota Renzi e Renzi vince se noi non gli togliamo voti dal suo bacino. E con Salvini quei voti non glieli togliamo. E se non vinciamo noi dicono i sondaggi che M5S batterebbe Renzi al ballottaggio perché voto leghista e voto sinistra anto Renzi confluirebbe su M5S. Quindi un guaio al cubo, un disastro al quadrato: noi sconfitti e M5S al governo”.

Dunque c’è vita sul pianeta destra, anche se bisogna perché cresca che si verifichino un sacco di circostanze favorevoli e tutte insieme. Però un leader non c’è. Qui Gasparri passa a narrare di come Fini collocò se stesso e la sua immagine in terra culturale ed elettorale altrui fino ad evaporare come immagine e sostanza, di come Casini che pur poteva non poté…Insomma la prende larga. Narra anche di come Berlusconi ipotizzi e disegni un governo di sedici ministri: otto tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia e otto tra i migliori nomi d’Italia. Uno schema delle meraviglie che somiglia come goccia d’acqua a quello secondo il quale si compone la “rosa” di una super squadra di calcio: un esterno basso sinistro…il migliore! Un centrale difensivo…il migliore! Un esterno alto, una punta…i migliori! Ma i governi non sono team da competizioni e i ministri non sono top player. Narra, anzi suggerisce Gasparri di nomi femminili per possibili leadership, fa due nomi in particolare ma prega di non bruciarli perché non sono candidature e sponsorizzazioni. Sono ipotesi di buon senso e di difficile realizzazione. Rispettiamo la preghiera anche perché non occorre la cartomante per individuare quali le due donne in Forza Italia possibili candidati leader.

E Verdini, che fa Verdini sul pianeta destra? Niente toni indignati nella compassata risposta di Gasparri: “Verdini cerca, si occupa di quei parlamentari che hanno timore di aver chiuso qui o hanno minime ambizioni o qualche problema. Svolge un’attività che in Parlamento si svolge: rassicurare, promettere, indicare. Non è la buona politica, non è neanche il maleficio in terra. Lui, Verdini, dice che la politica è ormai il leader che consente il governo e il governare e che ieri era Berlusconi e oggi è Renzi. Non sono ovviamente d’accordo. Ma Verdini è il sintomo e non la causa, se riaccendiamo e ricolleghiamo la vita sparsa sul pianeta destra il perché e il per come di Verdini svanisce”.

E che ci fanno sul pianeta destra Brunetta e Romani, l’eterno duello tra il diavolo e l’acqua santa o è soprattutto cabaret?

“Hanno pubblicamente firmato e divulgato una opportuna intesa, punto. Il fatto è che Berlusconi è al dunque un buono, molto buono con tutti noi”.

 

 

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