Blitz quotidiano
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Meloni, Marchini, Storace, Bertolaso… Ok Raggi o Giachetti

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ROMA – Gi Meloni, la aspirante sindaca “lupa che allatta” (parole e stile inconfondibili, i suoi). Candidata della destra ex Msi ed ex An più Lega Nord a Roma più, soprattutto, un bel pacchetto di talk-show che l’hanno adottata e fatta famosa.

Alfio Marchini che piace alle elettrici, questo è sicuro. Altro di sicuro sul Marchini candidato sindaco non c’è. Alle passate elezioni chiedeva all’elettorato di centro sinistra di votarlo e premiarlo come indipendente democratico. A queste elezioni è stato a lungo il candidato di Berlusconi e un po’ anche di Salvini. Ora è il candidato di Alfano e Fitto e soprattutto di se stesso. Comunque Alfio che a Roma è “Arfio” che si rivolge e chiede il voto a tutti sì, ma soprattutto all’elettorato di centro destra. Rara performance di eclettismo, passare da uno schieramento all’altro senza mai essere eletto.

Guido Bertolaso, l’uomo candidato a sindaco da Berlusconi, il sindaco di Roma letteralmente partorito da Berlusconi e che Forza Italia a Roma voterà. Bertolaso che una volta era “mister Wolf” della Protezione Civile, l’uomo che risolveva problemi, comunque, come nel Tarantino film. Poi si scoprì che i problemi li risolveva anche insabbiandoli sotto montagne di denaro sprecato e appalti grigi, molto grigi. Un bel malloppo di accuse e processi, roba da “girare in campagna elettorale con il codice alla mano” come dice un suo competitore nella corsa al Campidoglio. Sono rimasti soli Bertolaso e Berlusconi in questa corsa, se ne sono andati sia Salvini che la Meloni. Però non mollano.

Francesco Storace, l’unico che non si è mai mosso dei quattro candidati quattro della destra, destra centro, molto destra e poco centro, romani. Storace è un segmento della destra storica nella Capitale. Puoi chiamarlo coerente o tetragono, fedele alle sue idee o ottuso, di certo Storace, che è stato presidente della Regione Lazio, è quanto resta dell’anima e della sostanza, sia popolare che plebea, del neo fascismo romano.

Meloni, Marchini, Bertolaso, Storace: quattro candidati a spartirsi più o meno lo stesso elettorato. Elettorato romano di destra centro che è numeroso, potenzialmente il più numeroso. Ma se dividi per quattro, anche una ricchezza diventa povertà.

Quindi, se nessuno dei quattro si ritira e molla, se vanno davvero tutti e quattro a candidarsi, il ballottaggio sarà tra Virginia Raggi, candidata sindaco M5S, e Roberto Giachetti, candidato sindaco Pd. Quindi, se nessuno dei quattro a destra rinuncia, a vincere sarà la Raggi o Giachetti. Su questo non c’è neanche da prender puntate, uno dei quattro della destra al ballottaggio, se sono e restano in quattro, neanche lo quotano.

Fosse la Meloni l’unica candidata della destra centro romani, potrebbe concorrere con Raggi o Giachetti per il ballottaggio, avere buone probabilità di soffiare il posto al candidato Pd (sarà sgambettato da liste “rosse” alla sua sinistra). Fosse sola candidata, la Meloni probabilmente al ballottaggio con la Raggi. Ma da sola non è, sono in quattro. Ne resterà solo uno? Berlusconi ritirerà Bertolaso riconoscendo che Salvini comanda, comanda anche a lui Berlusconi? Marchini si farà da parte invitando di fatto a votare la leader di Fratelli d’Italia? Molto improbabile. Forse Storace…ma neanche.

Quindi ballottaggio Raggi-Giachetti. E qui si può scommettere, puntare. Raggi la danno a uno, uno e mezzo. Giachetti a quattro.