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Grillo no, il “non ci fanno lavorare” no! Quello era Silvio

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ROMA – Grillo giustamente raggiante per il risultato elettorale M5S si è però lanciato in una involontaria e, speriamo, occasionale imitazione di Silvio Berlusconi. Che faceva Silvio Berlusconi più o meno regolarmente alcuni mesi dopo aver vinto le elezioni? (E ne vinceva tante di elezioni Silvio Berlusconi). Ecco che faceva, diceva, lamentava, accusava: “Non mi lasciano lavorare”. Berlusconi ci metteva alcuni mesi a intonare la litania, Beppe Grillo si è portato avanti?

Grillo ha voluto dire, subito: “Ci faranno dispetti”. E poi li ha voluti elencare, precisare, chiamare con nome e cognome: immondizia e avvisi di garanzia. Ha detto Grillo che a Roma “cassonetti rovesciati per dire che è colpa della Raggi e avvisi di garanzia se i funzionari firmano o non firmano…”. Resta imprecisato chi mai li dovrebbe rovesciare i cassonetti dell’immondizia a Roma visto che “rovesciati” lo sono già da tempo e che, a esser pignoli, maestranze Ama alla grande hanno fatto da base elettorale alla Raggi.

Come che sia, no, Grillo, no! “Il non ci lasciano lavorare” come surrogato del governare no! L’eterna campagna elettorale che continua pure dopo aver vinto le elezioni no. Quello era appunto Silvio Berlusconi. M5S vuole ripercorrere la stessa strada? Per favore no! Raggi non può aggiustare Roma in un giorno e neanche in un anno, ma ci sia risparmiato il deludente spettacolo per cui se non si ripara una buca è colpa del governo e se le tasse non calano è colpa della finanza internazionale…

Già l’ideologia M5S porta con sè il postulato della inesauribilità delle risorse (denaro) pubbliche. Risorse limitate, sequestrate, rese non disponibili dai “cattivi” che se le mangiano o rubano. No, che questo postulato non si trasformi nel “non possiamo dare il reddito di cittadinanza perché Draghi non vuole”. Il governare M5S praticato come inesauribile indicazione di un “maligno” che non fa governare no, ci sia risparmiato.

Ci sarà risparmiato? Un bus dell’Atac, a nome di tutta l’Atac (l’azienda trasporti urbani dove si lavora di meno e peggio che sul pianeta e che consuma più soldi pubblici di ogni azienda pubblica di trasporti urbani) salutava con la scritta in display: “Welcome Raggi”. Quelli che dovrebbero essere inquieti per l’arrivo in Campidoglio dei campioni della trasparenza e dei nemici dello spreco invece fanno festa. Se quel bus dell’Atac ha ragione, allora il “non ci fanno lavorare” sarà la cifra dei governi M5S.

Oppure quel bus dell’Atac si illude, Raggi sindaco farà pulizia delle decine di migliaia di commercianti, professionisti e gente comune che ha casa del Comune e non paga niente di affitto, ridurrà l’abusivismo edilizio, colpirà l’assenteismo in Atac, Ama, Campidoglio e partecipate varie (ogni giorno uno su quattro non va a lavorare), spezzerà l’unità, diciamo di intenti, tra vigili e commercianti uniti a vita dalla stessa strada, farà pagare il biglietto del bus a chi non lo paga…Insomma Raggi sindaco governerà meglio di Alemanno e Marino sindaci e non coltiverà solo l’infinito e fiorito giardino delle lobby cittadine.

Si farà abbastanza in fretta a capire. oggi la Raggi è praticamente onnipotente e invulnerabile. Ma il suo tallone di Achille, ovviamente, ce l’ha. E forse è proprio quello…Nei sui curricula ufficiali la Raggi ha omesso quegli incarichi della Asl non per quelle poche migliaia di euro di guadagno che ha regolarmente denunciato. Ha omesso perché l’attività che svolgeva era, sia pure saltuariamente, quella di esattrice di crediti, non proprio il meglio per la narrazione M5S.

Raggi non voleva mettere in mostra un’attività non popolare. Se seguirà questo istinto nulla di impopolare farà a Roma. E quindi governerà di “non ci lasciano lavorare”, timorosa che una qualunque scelta “impopolare” increspi lo splendido nulla del “basta con quelli di prima”.

Ultima domanda, questa sì precocemente avvistata da Grillo, che farà, che dirà M5S quando la magistratura eserciterà il suo legittimo e doveroso controllo sulle amministrazioni M5s e magari lancerà il suo non doveroso ma abituale segnale di attività vigilata alla politica, si chiami pure appunto M5S?