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Hillary addio candidatura? Ipotesi Michelle anti Trump

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ROMA – Hillary Clinton ha la polmonite. Importa relativamente che la polmonite sia oggi nella gran parte dei casi curabile e guaribile in tempi relativamente brevi. Importa che Hillary Clinton ha la polmonite a due mesi dal voto degli americani per la Casa Bianca. La polmonite di Hillary, soprattutto quel barcollare, quel non stare in piedi della candidata offerto agli elettori americani dal video, induce una febbre altissima nella vita pubblica americana e nella campagna elettorale.

La Clinton rischia la candidatura. Per restare la front runner del partito Democratico per la Casa Bianca Hillary dovrà non solo stare bene in fretta, molto in fretta. Dovrà anche convincere milioni di americani di stare effettivamente in salute. E le due cose non necessariamente coincidono. Vedere il proprio possibile presidente, il proprio possibile comandante in capo che ondeggia, perde il passo e l’equilibrio è choc per l’elettore americano ancor più che per quello europeo.

Ha pochi giorni la candidata Clinton per guarire sia clinicamente che in termine di immagine. Pochi giorni per archiviare l’episodio come incidente passato e senza effetto. Pochi giorni…oltre questo lasso di tempo si concretizzerà, crescerà la possibilità, e a un certo punto il bisogno, di un addio alla candidatura stessa.

Che succede se la salute dovesse costringere Hillary a rinunciare? Succede che il partito Democratico dovrebbe trovare un altro candidato/a alla Presidenza. A due mesi dal voto ipotesi normalmente disastrosa per chi vi è costretto.

Ma queste presidenziali in Usa sono tutt’altro che elezioni normali. Di normale per così dire non vi è quasi nulla. I due candidati, Donald Trump e appunto Hillary Clinton, all’ultimo sondaggio separati di cinque punti a favore della democratica, raccolgono il massimo storico della rispettiva sfiducia e disistima nell’elettorato. L’avversione versi Trump da parte di chi non lo vota non ha precedenti quantitativi e qualitativi e analogamente l’avversione verso Hillary da parte di chi non la vota è senza pari. Trump e la Clinton , rispettivamente un megalomane bugiardo, instabile e molto pericoloso e il sistema fatto donna: così li vedono gli americani che non li votano.

E’ questa la prima anomalia. La seconda è il partito Repubblicano che subisce la candidatura Trump e ne viene letteralmente mangiato. La terza è il voto a Trump come “vendetta” per aver avuto “l’oltraggio” di un presidente “nero”. Ora la malattia della Clinton…

In tale susseguirsi di dati ed eventi anomali qualcuno negli Usa sta pensando in caso di forzata rinuncia della Clinton a candidare alla Presidenza Michelle Obama. E’ una suggestione per ora. Però…

A vantaggio di simile scelta la conservazione di un candidato donna, la simpatia di cui Michelle gode al contrario di Hillary “antipatica” ai più, il più agevole recupero dei voti della sinistra alla nuova eventuale candidata democratica.

A svantaggio proprio la questione razziale, l’essere Michelle nera e quindi una iper mobilitazione dei bianchi ceto medio e lavoratori basso reddito bassa istruzione pro Trump. A svantaggio ancora di una Michelle che sostituisce Hillary il carattere paracadutato e posticcio della candidatura di una Obama moglie dopo una Clinton moglie.

Eppure Michelle candidata è una suggestione di queste ore. Perché, dovesse Hillary essere costretta alla rinuncia dalla malattia, il contraccolpo a svantaggio dei democratici e pro Trump sarebbe inevitabile. Con quello che a livello planetario potrebbe significare una vittoria di Trump. Se la Clinton candidata dovesse mollare servirà ai democratici americani un colpo d’ala, un colpo di scena.