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Il Destra-Centro, la Casa di ruspe, muri e un po’ di ricino

La foto di di Lucio Fero

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ROMA – Il Destra-Centro, ecco quello che nasce nel momento in cui Silvio Berlusconi dovesse dire ai romani: votate Gi Meloni sindaco. Il Destra-Centro al posto e invece del Centro-Destra che in Italia c’è da più di venti anni, da quando Berlusconi “sdoganò” i post fascisti del Msi invitando i romani a votare Gianfranco Fini sindaco.

Il Destra-Centro non è il fratello gemello del Centro-Destra e neanche una sua variante, il Destra-Centro nasce se, quando e in fondo perché il Centro-Destra agonizza. Prima che giornali, cronache politiche e talk-show televisivi cambino eventualmente la dizione ce ne vorrà, ma se e quando Berlusconi dirà a Roma Meloni, da quello stesso momento sarà cambiata la geografia politica e sociale del paese, le stesse opzioni elettorali muteranno.

E non solo perché nel Centro-Destra Berlusconi era signore e padrone mentre nel Destra-Centro si avvia a contare come il due di coppe quando regna bastoni…Non è solo per questo che Berlusconi esita, resiste, resiste, esita…Giornali e tv vedono e narrano solo il chi comanda, ignorano il cosa si comanda e a quale fine.

Berlusconi che fine politico non è mai stato, anzi di politica mai nulla ha saputo (raccogliere voti sì certo, lui meglio di tutti, ma la politica, incredibile ma vero, non è tutta lì) non è detto che abbia dedicato attenta analisi ai connotati storico/sociali del Destra-Centro montante. Però è come fosse guidato, trattenuto da un istinto. Di consapevolezza, ragionevolezza, perfino di…”mercato”.

Qualcosa di profondo, radicato e ormai quasi disperato che ha preso la forma improbabile di Guido Bertolaso candidato sindaco di Roma. Bertolaso a Roma non lo votano, Bertolaso è un acclarato fanfarone con punte conclamate di megalomania. Ma di meglio Berlusconi non ha avuto, non ha trovato nella ricerca, nel bisogno disperato di un candidato  “di centro”, di centro e “moderato”.

Se i fatti obbligano Berlusconi a mollare Bertolaso, allora Berlusconi potrebbe dire: a Roma votate Alfio Marchini sindaco. Marchini qualche voto più di Bertolaso lo prende, però anche lui è un fanfarone molto innamorato di se stesso, una invenzione a rappresentare un elettorato moderato che in realtà non si sa se davvero ci sia oppure no, a Roma come in Italia. E soprattutto, se c’è, cosa davvero voglia.

Questa è la questione: il Centro-Destra guidato da Berlusconi era la Casa delle libertà. Libertà, la più possibile, di bordeggiare tra regole e regolamenti, libertà di fare il più possibile ciascuno come può e gli pare, il tutto sotto il grande ombrello di un “anticomunismo” più recitato che reale data la condizione di defunto del suddetto comunismo.

Il Destra-Centro di Salvini-Meloni è la Casa delle Ruspe, dei Muri e anche un po’ di ricino. E’ il frontiere chiuse agli stranieri in carne e ossa e alle loro merci. E’ il paese che va di ruspa non solo contro i migranti, i profughi ma anche contro gli immigrati. E va di ruspa su Europa ed euro. E sull’andare in pensione a 67 anni. E sui diritti civili dei gay. E sull’aborto e sul fine vita. E’ un paese che si blinda e si mura e si regala nuovo gigantesco debito pubblico da sostenere magari in lire. Che si fa inospitale per i capitali stranieri e che diffida forte di intellettuali e scienziati. Il Destra Centro qua e là non omette di far sapere che ” gli prudono le mani”. Insomma, ruspe, muri, e un po’ di ricino.

Il Destra-Centro non ha come nemico il comunismo del secolo scorso, ha come nemico il secolo in corso. Secolo da cui vuole tirar via e proteggere l’Italia, secolo rispetto al quale vuole l’Italia sterilizzata e disinfettata. E’ questo il suo esplicito programma di governo.

Domanda: se alle prossime elezioni politiche ci sarà questo Destra-Centro a contendersi la vittoria con M5S e Pd di Renzi cosa voterà l’elettore moderato ammesso che esista? Berlusconi è straziato da questa domanda, altro che dalle sorti di un Bertolaso? Dovesse l’elettore moderato quel giorno turarsi il naso e votare Salvini-Meloni o addirittura arrendersi e votare Renzi, Berlusconi avrebbe fallito, disperso, ridotto in polvere 30 anni di vita pubblica, la sua. E l’Italia si ritroverebbe, praticamente unica in Europa, una destra politica, destra netta ed estrema, forte e numerosa e niente, zero centro, moderati, conservatori.