Lucio Fero

Ius soli, puoi essere contro immigrati ma, se sei contro i nati e cresciuti in Italia, cosa sei?

Ius soli, puoi essere contro immigrati ma, se sei contro i nati e cresciuti in Italia, cosa sei?

Ius soli, puoi essere contro immigrati ma, se sei contro i nati e cresciuti in Italia, cosa sei? (foto Ansa)

ROMA – Ius soli, cioè la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana se sei nato in Italia anche da genitori stranieri. Che poi la legge che è in discussione non è proprio così, non stabilisce un diritto automatico legato alla nascita sul territorio italiano. Ci vogliono altre condizioni: almeno uno dei genitori deve avere il permesso di soggiorno e quindi avere una residenza stabile in Italia (oltre ovviamente a non essere clandestino). E poi non basta nascere in Italia, bisogna aver frequentato in Italia almeno un ciclo scolastico, essere andati a scuola per almeno cinque anni.

Quindi niente cittadinanza “automatica” come mente Salvini che chissà se lo sa che mente o gli viene “automatico” quando parla e straparla di non padani in generale. E se giornali e televisioni prima si prendessero il disturbo di leggerla la legge e poi di farcelo sapere cosa c’è dentro e quindi ce ne dicessero qualcosa di concreto… Se lo facessero, oltre a inquadrare i “vaffanculo” in aula del senatore leghista Volpi o la mano dell’altrettanto senatore e altrettanto leghista mostrato all’obiettivo garnita di ghiaccio o le rune e i fasci e i saluti romani di quelli di Forza Nuova sotto il Senato, sarebbe cosa utile oltre che il loro, smarrito, mestiere e utilità.

Non c’è cittadinanza automatica per nessuno nella legge detta ius soli, c’è invece una domanda che monta insieme alla montante opposizione alla legge. Si può essere, come no, contro gli immigrati e l’immigrazione. Dirsi contro l’immigrazione e stop è un po’ come dirsi contro i temporali e le maree, puoi testimoniare il tuo fastidio ma sulla realtà non incidi molto, diciamo sei diffidente, impaurito, sospettoso, poco concreto.

Più concretamente si può essere contro “troppi” immigrati o contro il modo con cui gli immigrati arrivano senza filtro e senza modo e misura si spargono sul territorio italiano. Non solo molti pensano così, non c’è neanche nulla di automaticamente sbagliato a pensarla e viverla così. Se la pensi così puoi essere tante cose e tutte con ottimo diritto (è il  caso di dirlo) di cittadinanza nella società detta civile.

Ma, ed eccola la domanda, se sei non solo contro gli immigrati, se sei contro quelli nati in Italia da genitori stranieri ma che in Italia vivono, loro e i genitori da tempo e in regola. Se sei contro quelli che vanno a scuola in Italia, parlano italiano, perfino e perfettamente con il dialetto o l’inflessione dialettale che è la tua. Se sei contro quelli nati e cresciuti in Italia e non vuoi che mai e poi mai siano italiani e li vuoi non cittadini perché, al fondo, hanno la pelle di un altro colore o gli occhi con altro taglio tu che cosa sei? Eccola la domanda e la risposta è tristemente facile.

Post scriptum: che ad essere non solo contro gli immigrati ma anche contro quelli nati e cresciuti in Italia siano i leghisti e i fascisti di ogni gradazione e tradizione ed evoluzione…ci sta. Ma che anche qui, perfino qui M5S giochi la parte del pesce in barile…M5S annuncia al Senato la sua astensione, che vuol dire voto contrario, alla legge che farebbe italiani quelli nati, cresciuti in Italia e che in Italia hanno fatto la scuola. M5S si ripara dietro un furbetto-furbastro-imbarazzato “condividiamo i principi, non la legge”. Astuti, troppo astuti.

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