Lucio Fero

Iva maxi aumento, di quella evasa. Triplica quella sottratta al fisco

Iva maxi aumento, di quella evasa. Triplica quella sottratta al fisco

Iva maxi aumento, di quella evasa. Triplica quella sottratta al fisco (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Iva, imposta sul valore aggiunto. Ogni anno da un po’ di anni i governi italiani fanno manovre finanziarie in cui compaiono “clausole di salvaguardia”, cioè detto in volgare se non ce la facciamo a restare nei limiti della legge di bilancio, se sforiamo di brutto allora scatta automatico l’aumento dell’Iva per rientrare, anche qui di brutto, nei conti.

In realtà poi questo aumento dell’Iva automatico non è mai scattato però ogni anno da qualche anno e per tutto l’anno i giornali “paventano” l’aumento dell’Iva da gennaio dell’anno successivo, i politici di opposizione giurano che è già cosa fatta, miriadi di convegni e convention di commercianti ed esercenti scongiurano di non farlo, sindacati pensoso e angosciati e non mancano simulazioni di centri studi e editoriali rassegnati-accorati sulla ineluttabilità dell’aumento dell’Iva subito dopo il prossimo Capodanno.

Anche per il 2018 robusto e diffuso è il coro che annuncia, minaccia, svela, denuncia l’incombente aumento dell’Iva. E anche per il 2018 con tutta probabilità, praticamente certezza, l’Iva non aumenterà (il Pil va meglio del previsto e la Ue ha già fatto sapere ci farà robusto sconto sui parametri da rispettare in termini di deficit).

Però nel 2017, anno in corso, ci siamo qui in Italia portati avanti e portati avanti parecchio. L’Iva è triplicata, quella evasa, quella nascosta al fisco. La Guardia di Finanza ha fatto e reso pubblici i suoi conti e riscontri. Risultato: aumento del 300 per cento dell’Iva non pagata, quella nascosta. Triplicata l’Iva evasa. Con ogni mezzo: residenze fittizie all’estero va che è un piacere, un grande classico che sta diventando di massa. Ma la fantasia e l’ingegno lavorano sodo: guadagno qualcosa qui in Italia, ci dovrei pagare l’Iva. Ma se…

E di ma se un ma se l’Iva evasa è triplicata, schizzata in alto del trecento per cento. Nel frattempo, più modestamente ma sempre dignitosa prestazione, i datori di lavoro colti a dare lavoro rigorosamente in nero sono aumentati del 54 per cento e gli evasori totali scovati del 12 per cento. E anche l’evasione dell’Iva, più trecento per cento quella scoperta, poi c’è quella riuscita che nel conto ovviamente non c’è, per definizione non compare.

Non c’è dubbio, anche la società “civile” oltre ai governi adotta le sue “clausole di salvaguardia” contro al crisi e se non le tornano i conti. Quelle antiche e sperimentate, l’Italia ha da sempre il primato continentale dell’evasione dell’Iva. Quelle antiche, ma rafforzate eccome se rafforzate, raffinate e applicate in maniera intensiva. E pure preventiva: di fronte al rischio teorico di un aumento domani, forse dell’Iva da pagare, la società “civile” non la paga da subito. Eccola la “clausola di salvaguardia”, l’unica veramente scattata e applicata.

To Top