Lucio Fero

Jihadisti e non capirci un tubo: sinistra li scambia coi poveri, destra coi migranti, e il Papa…

Jihadisti e non capirci un tubo: sinistra li scambia coi poveri, destra coi migranti, e il Papa...

Jihadisti e non capirci un tubo: sinistra li scambia coi poveri, destra coi migranti, e il Papa…

ROMA – Jihadisti, corpi scelti e ausiliari della “guerra santa” all’Occidente, tutti egualmente pronti, anzi in estasi mistico-guerriera, a scannare l’infedele e a morire nella nobile impresa. Sono ormai quasi venti anni che scannano nelle città d’Occidente e macellano in Africa, Asia, Medio Oriente, Russia. E ancora non vogliamo capire, ancora si sceglie (perché è una scelta) di non capirci un tubo. Si sceglie di non vedere perché non si vuol vedere quello che è evidente. Dice il detto popolare: nessun miglior sordo di chi non vuol sentire. L’Occidente fa lo stesso nei confronti della Jihad: non c’è migliore incomprensione di quella di chi non vuol sapere.

La sinistra, la sinistra politica, il politicamente corretto della sinistra, la sinistra automa e automatica, la sinistra cosciente e la coscienza della sinistra tutte confondono jihadisti e poveri. Equazione falsa, falsissima quella tra la guerra mossa all’Occidente (possiamo dire a pieno titolo e ragione guerra alla civiltà liberale, illuminista e democratica, alle libertà e diritti universali dell’uomo) e la povertà, il disagio economico, la fame, lo sfruttamento.

Equazione falsa nei dati, nei fatti. I soldati dell’Isis non vengono dai villaggi e deserti della miseria e le cellule chi si auto attivano o sono dall’Isis accese nelle città dell’Occidente non nascono e vivono nell’indigenza. Nel rancore, nell’odio, nell’avversione verso l’Occidente sì, ma non nell’indigenza.

Equazione falsa anche nei testi, se a qualcuno ancora interessa leggere e studiare. In nessun luogo della filosofia della storia marxista vi è l’equazione povertà-rivoluzione in qualche modo dalla povertà motivata se non legittimata. Questa impropria e rudimentale equazione è posta lungo un asse di idee e concetti che nulla c’entrano e nulla comprendono dell’attuale jihadismo. L’asse è colonialismo cattivo, decolonizzazione buona ma faticosa e sanguinosa, neo colonialismo travestito da democrazia, rivolta dei diseredati del mondo, degenerazione della rivolta in terrorismo.

E’ un asse sballato almeno nella sua ultima parte, serve alla sinistra europea ed occidentale solo per auto esentarsi dal capire, e ammettere, che i suoi (i suoi!) migliori valori e principi sono nella cultura e civilizzazione dell’Occidente e che ci sono molti piani in cui non esiste una equivalenza delle culture (teocrazia non equivale a Stato liberale e laico, uguaglianza dei sessi non equivale a sottomissione della donna…).

Simmetricamente la destra politica, culturale, sociale, tribunizia, populista e popolare in Occidente confonde e scambia jihadisti con migranti, quando non con stranieri tout court. Equazione falsa, falsissima. I soldati dell’Isis e gli scannatori ad ogni latitudine non sono quelli che migrano. Spesso anzi quelli che migrano scappano dagli assassini. Milizie a ausiliari della Jihad non vengono da un indistinto e gigantesco “fuori”. La destra, la muscolare e pugnace destra, si culla nell’illusione sostanzialmente imbelle che basta “chiudere”. Come se di fronte ad una dichiarazione di guerra e ad un attacco di truppe nemiche un paese potesse salvarsi e restare invulnerabile…chiudendo le frontiere!

L’equazione terroristi-migranti-stranieri serve poi in fondo alla destra in Occidente per far viaggiare non proprio nudo ma appena velato quello che è una antica e profonda pulsione razzista. Col risultato di non capir nulla del chi e del perché ti accoltella in strada o ti maciulla con un camioncino pensando che tu sei la sporcizia del mondo e che lui è in missione per conto del suo dio.

Già, dio, il suo dio, il dio degli occidentali…Papa Francesco e buona parte, anzi praticamente tutte le Chiese cristiane sostengono con forza che le religioni “nulla hanno a che vedere con al violenza” e che l’Islam “nulla ha a che vedere con la jihad”. Sostengono in ottima fede il falso. E’ buona e utile e meravigliosa cosa che le Chiese cristiane di ogni confessione e anche molta, grande parte dell’Islam e anche altre confessioni religiose del pianeta abbiano scelto di essere qui e oggi se stesse nella versione delle fedi non combattenti, che tra di loro non si combattono e innalzino tutte lode al dio della convivenza, convivenza anche tra diverse idee di dio. E’ cosa buona, utile e meravigliosa e meno male che oggi è così.

Ma non è vero, non è stato per nulla vero nella storia, nei secoli e nei millenni, che le religioni siano aliene e antidoto alla violenza e alla guerra. Al contrario per secoli e millenni e fino ad ieri anche in Europa sacerdoti di ogni fede benedivano gli eserciti e sacerdoti della stessa fede assicuravano al proprio esercito in guerra che “dio era con loro”. Non c’è confessione o credo organizzato che non abbia nei secoli e nei millenni organizzato lo scannamento altrui anche se non soprattutto perché “credevano in altro e falso dio”. I cristiani si sono scannati a vicenda per secoli in guerre che erano di tante cose ma anche e chiaramente di religione.

E anche in questa guerra la religione c’è, eccome se c’è. E’ falso che l’Islam non abbia “nulla a che vedere con la Jihad“. Falso, è evidente il contrario. Non tutto l’Islam, non tutti i musulmani vogliono sia ristabilito sul pianeta il Califfato, quello Stato e regime dove la fede islamica è legge obbligatoria per tutti e dove ogni “devianza” dal Libro è da estirpare. Non tutto l’Islam coltiva odio e disprezzo per la contemporaneità, per l’emancipazione, per i diritti civili, per quella che loro chiamano “la lordura infedele”. Un miliardo e mezzo di musulmani sul pianeta non pensano tutti così e non combattono tutti per questo.

Ma la jihad, l’Isis, il terrorismo che scanna a macella occidentali “crociati” sono intrisi di Islam, la religione c’entra eccome. Una parte di Islam muove guerra potenzialmente di sterminio all’Occidente. Raccontarsi che siano i poveri o gli immigrati o che la religione non c’entra in nessun modo è solo un modo di non voler capire e di allontanare da se stessi il calice amaro della comprensione affabulando scongiuri.

 

To Top